La canadese Tania Warner e Ayla Lucas, sua figlia di sette anni, nello spettro dell’autismo, sono state fermate dall’ICE in Texas e sono bloccate lì da sabato, secondo quanto riferito dai familiari. I parenti della donna e della bambina sostengono che la loro detenzione sia illegale, e di non sapere quali problemi l’Immigration and Customs Enforcement statunitense possano aver riscontrato nei documenti di immigrazione delle due.
Tania -originaria della Columbia Britannica– e sua figlia sono entrambe canadesi. L’emittente CTV News ha riferito che al momento si troverebbero nel famigerato centro di detenzione per immigrati della Rio Grande Valley a McAllen. La donna si è trasferita negli Stati Uniti cinque anni fa, e ora vive a Kingsville, in Texas, con il marito Edward Warner, cittadino statunitense.
Una bambina canadese e sua madre sono detenute dall’ICE, ma i loro documenti sono regolari
Il 14 marzo, la famiglia stava tornando a casa da un baby shower a Raymondville quando, a un posto di blocco della polizia di frontiera a Sarita, le forze dell’ordine hanno chiesto loro di mostrare dei documenti. Lui ha presentato il suo documento d’identità, Tania la patente di guida del Texas, il visto di lavoro e il suo “visto attuale”. Edward ha raccontato: «Dopodiché, l’hanno portata dentro, dicendo che dovevano prenderle le impronte digitali per ottenere maggiori informazioni. Non è più uscita». In seguito, gli agenti dell’ICE hanno prelevato anche Ayla per prendere le sue impronte. Nemmeno lei ha più fatto ritorno.
Amber Sinclair, cugina di Tania, ha dichiarato al Guardian che la donna avrebbe pagato per un servizio di assistenza nell’elaborazione dei documenti, per assicurarsi che tutto fosse stato fatto correttamente. «Ha una tessera di previdenza sociale. Ha un visto valido fino al 2030. Non capisco perché la fermino e la trattengano», ha spiegato. La donna teme che Tania e sua figlia possano essere deportate in Canada e finire separate da Edward e dal resto della famiglia, oltre a perdere il lavoro. I suoi parenti stanno cercando disperatamente di raccogliere i soldi necessari per pagare l’assistenza legale.
Cosa può fare il Canada?
I documenti che Edward Warner ha fornito a CTV indicano come sua moglie rientri nella classificazione “straniera con permesso di lavoro”. L’uomo ha descritto la situazione come «spaventosa e davvero frustrante», dato che l’ICE ha fermato le due donne «pur avendo tutti i documenti in regola». Ha inoltre appreso telefonicamente che consorte e figlia sarebbero detenute in pessime condizioni: «È costretta a usare il materassino che trova sul pavimento per coprirsi e non sentire freddo. Il cibo è pessimo. Il centro è sovraffollato, molto rumoroso e sono entrambe molto stressate».
Affari Esteri Canada, il ministero federale che si occupa dei servizi consolari e delle relazioni diplomatiche, ha confermato di essere «a conoscenza di numerosi casi di cittadini canadesi attualmente o precedentemente detenuti negli Stati Uniti per motivi legati all’immigrazione». «I funzionari consolari tutelano i cittadini canadesi all’estero e segnalano alle autorità locali le denunce fondate e gravi di maltrattamenti o discriminazioni, ma non possono esentare i cittadini canadesi dai procedimenti legali locali», ha detto un portavoce. «Per motivi di privacy, non è possibile divulgare ulteriori informazioni». Edward Warner ha spiegato a CTV che il consolato canadese in Texas gli ha comunicato di poter intervenire solo nel caso in cui Tania e Ayla dovessero tornare in Canada. L’uomo ha avviato una raccolta fondi su GoFundMe per pagare un avvocato.
Federica Checchia





