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Aprile 18, 2021, domenica

USA: giustiziata Lisa Montgomery, la prima donna condannata a morte dal 1953

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Lisa Montgomery è stata uccisa con un’iniezione letale. Dal 1953, è la prima donna ad essere stata condannata a morte e giustiziata.

Lisa Montgomery è stata giustiziata

L’esecuzione era stata sospesa perché era stata richiesta una perizia psichiatrica per la donna, e questo aveva fatto ben sperare tutti coloro i quali si oppongono alla pena capitale. Tuttavia, oggi, dopo il via libera della Corte suprema, Lisa Montgomery è stata giustiziata. In America, è la prima detenuta che viene giustiziata in quasi 70 anni.

“Danni cerebrali e gravi malattie mentali”

In Indiana, nel carcere di Terre Haute, Lisa Montgomery, l’unica donna nel braccio della morte federale, viene uccisa con un’iniezione letale. Gli avvocati della donna hanno provato a salvarla, presentandola non come una spietata assassina, bensì come una vittima affetta da “danni cerebrali e gravi malattie mentali”, a causa di ciò che aveva subito in tenera età. Infatti, il patrigno di Lisa Montgomery all’epoca aveva ammesso di aver sessualmente abusato di lei; tuttavia, ad oggi, l’uomo ha negato, affermando di non avere buona memoria. La madre della donna, invece, ha dichiarato di non aver mai avuto il coraggio di sporgere denuncia contro quell’uomo violento, temendolo.

L’efferato delitto della Montgomery

La 52enne Lisa Montgomery si era macchiata di un terribile delitto. Siamo nel 2004, nello stato del Missouri: la donna, appena 35enne, non riesce ad avere figli. Così, decide di mettersi al computer e selezionare la vittima perfetta, ossia colei che le avrebbe dato ciò che da sola non riusciva ad ottenere. La Montgomery, cercando con cura, trova un’allevatrice di cani, Bobbie Jo Stinnett; quest’ultima è una giovane 23enne incinta di otto mesi. Con la scusa di voler acquistare un cucciolo, la donna si reca a casa della Stinnett, poi l’assale e la lascia morire in una pozza di sangue: Lisa Montgomery le estrae con il coltello il feto, di cui si appropria, come le appartenesse di diritto. La bambina è sopravvissuta alla tragedia: ora è un’adolescente, e vive insieme al padre.

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Francesca Simone

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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