E’ tutto pronto per l’uscita dell’attesissima serie tv Portobello, targata HBO e diretta dal maestro Marco Bellocchio. La serie vuole gettare luce sulla complessa vicenda giudiziaria di Enzo Tortora e niente di essa verrà risparmiato. La serie ha riscontrato un enorme successo tra pubblico e critica, in occasione del Festival del cinema di Venezia 2025, e ora è pronta per essere esperita dal grande pubblico. Sei episodi per raccontare una delle vicende più clamorose della storia giudiziaria italiana.

Portobello: l’incubo sotto i riflettori

La miniserie racconta la vera storia del famoso conduttore Enzo Tortora che, tra gli altri programmi, ha condotto un quiz in prima serata intitolato “Portobello”, trasmesso sulla RAI per sette stagioni a partire dal 1977. Nel 1985, Tortora fu accusato da diversi ex mafiosi, diventati informatori e testimoni di giustizia, di far parte della Camorra. Dopo essere stato condannato a 10 anni di carcere e aver trascorso un periodo in galera, oltre a un lungo processo, la condanna di Tortora fu infine annullata dalla Corte Suprema italiana nel 1987, in un contesto in cui si diffuse la convinzione che il conduttore televisivo fosse stato vittima di giudici e pubblici ministeri corrotti. Morì nel 1988, dopo aver brevemente ripreso “Portobello” in TV. “Portobello” sarà la prima produzione italiana originale HBO a essere lanciata sulla piattaforma streaming HBO Max, con debutto previsto per il 2026.

Fabrizio Gifuni: lo storico volto della filmografia Bellocchio

Il personaggio protagonista di Enzo Tortora viene affidato a mani spiegate all’attore Fabrizio Gifuni. Non è la prima volta che Marco Bellocchio affidi all’attore romano un ruolo importante per i suoi film. Ripensiamo alla serie Esterno Notte (2022), in cui il magma oscura indagato è quello che si nasconde nel mondo presidenziale a seguito del rapimento di Aldo Moro, interpretato dallo stesso Gifuni. E ancora guardiamo al film Rapito (2023) che racconta la storia Edgardo Mortara, e in cui dove Fabrizio Gifuni interpreta l’inquisitore.

Aldo Moro

Bellocchio stesso spiega in un’intervista perché lo abbia scelto:

Gifuni era perfetto perché ha una formazione in giurisprudenza e una meticolosa attenzione ai dettagli. Sapevo anche che suo padre, un politico di alto rango, era stato brevemente implicato in un processo basato su prove infondate, da cui era stato scagionato da ogni accusa. Non che suo padre fosse mai stato arrestato, ma sapevo che era qualcosa che Fabrizio sentiva fortemente. Certo, c’era il precedente in cui interpretava Moro. E sapevo che dovevano essere due personaggi molto diversi. Moro era impotente e alla fine fu ucciso. Tortora alla fine reagisce e viene assolto, ma è stato ferito a morte“. Su Barbara Bobulova, invece, ha detto: “Barbora è più di una brava attrice. Pur non essendo italiana [Bobulova è slovena ma lavora in Italia], sa come conferire grande credibilità anche a ruoli secondari e particolari. Non avrà scene importanti, ma sa davvero come inserirsi. È stato fantastico incontrarci di nuovo“.

Dietro le tende spesse del potere

Marco Bellocchio, uno dei più grandi registi italiani oggi, si addentra con coraggio nel Male della nostra Nazione. Guarda senza timore dietro gli spessi tendoni del potere per rivelarne i meccanismi malati, le falle, spesso, la sostanziale fallibilità. Rapito, Buongiorno, notte, Esterno notte, Il Traditore e tanti altri, pongono lo spettatore su un gradino in cui lo spettatore non potrebbe stare e lo invita a guardare, senza avere paura.

Dalle lettere di Enzo Tortora alla voglia di raccontare

Non era certo la missione di vendicare l’ingiustizia subita da Enzo Tortora. Credo che fosse più il fatto che, come personaggio, fosse così distante dal mio mondo. L’ispirazione emotiva è arrivata leggendo le lettere che scrisse alla sua compagna Francesca Scopelliti. Anche se non mi sono piaciuti alcuni degli aggettivi fioriti usati da Tortora, mi sono aggrappata al fatto che fosse completamente indifeso. Stava cercando di adattarsi a vivere in una cella con altri cinque detenuti, in letti a castello in mezzo a un caldo opprimente e assurdo. E più che indignazione, rabbia o furia, ciò che traspare dalle lettere è il suo puro stupore per la situazione difficile“. Così spiega Bellocchio la sua primissima ispirazione per la serie. Portobello è senza dubbio un tassello importante della sua filmografia più matura, più perfetta, e non vediamo l’ora di vederne l’intera composizione.

Doriana Gatta