Il filo di raso che unisce la vita di Valetino Garavani al cinema ha pensato di stringersi nel tempo in maniera naturale e profonda. Da un piccolo lavoro di comparsa, alla recitazione sotto i riflettori, con camei e brevi sketch rimasti iconici, Valentino ha sempre cucito l’haute couture anche a misura di cinema. Ha vestito infatti le più importanti celebrità dello spettacolo, che con i suoi abiti hanno varcato le sale delle grandi cerimonie, come quella degli Oscar e dei Golden Globes. Ha coperto con i suoi tessuti tanto le celebrità quanto i personaggi queste che hanno interpretato per il grande schermo, riuscendo a lasciare un sigillo a cera lacca, rigorosamente rosso valentino, nella storia della moda, e sì, anche del cinema, di cui rimase per la vita, profondamente innamorato.

Da French Cancan di Renoir al Festival di Venezia

Era giovanissimo il noto stilista quando ha fatto la sua comparsa non accreditata in French Cancan, il musical del 1955 diretto da Jean Renoir, che ricostruisce la nascita del Moulin Rouge e del famoso ballo parigino nella Belle Époque. Il film seguiva l’impresario Danglard nel suo sogno di riportare in vita il cancan, con spettacolari numeri di danza nel finale. Valentino osserva tutto e assorbe il luccichio di un mondo che avrebbe fatto parte della sua vita molto più di quanto avrebbe pensato.

The Last Emperor: il ritratto più sincero di Valentino

Nel 2008 arriva al Festival di Venezia The Last Emperor, un film documentario sulla sua vita. Valentino è messo a nudo nella sua infanzia e nelle sue fragilità, e viene ispezionato come un caso unico e insuperabile di disciplina, passione e professionalità. Al pari del suo collega morto di recente, lo stilista Giorgio Armani, Valentino è battezzato dal Novecento italiano come l’ultimo imperatore, di garbo e di talento, custode di una regalità imperitura.

La prima sera mi sentivo a Venezia nelle mie piccole scarpe, pensavo che il film non fosse come volevo. Poi con il tempo mi sono reso conto quanto fosse buono. 250 ore con il team, è un grande reality quello che ha visto impegnare Valentino con i registi. Un pò mi dava fastidio la macchina da presa, altre volte ho dimenticato ci fosse. Sovente dovevo andare in un posto dimenticando di avere i microfoni.

Lo stilista di Voghera, che si è trasferito in Francia prima ancora di compiere 18 anni, si definisce un creatore di moda da sempre, che lavora molto seriamente, con ossessione e passione imperterrita. Il documentario in una delle scene iniziali lo ritrae mentre rifinisce un abito, indossato da una modella mentre aghi e fili completano la capsula. Il documentario seguirà proprio quell’abito nel suo viaggio verso Parigi, dove potrà essere presentato alla sfilata. Questo lavoro d’archivio ritaglia il tessuto intimista e crudelmente vero della personalità di Valentino che appare così com’è: meticoloso, pungente, sincero, irrimediabilmente devoto al culto della moda, della sua.

Non sono un egocentrico, non miro a far vedere cosa so fare. Faccio le cose perché sono ossessionato dal bello e mi piace anche far vedere ai miei amici ciò che so fare.

Cavaliere delle celebrità e dei loro personaggi

Valentino arriverà presto a ripercorrere le curve delle attrici, vestendo di fascino e grazie le celebrità del mondo di Hollywood. Ecco che il cinema e lo stilista si ritrovano faccia a faccia. Cavaliere italiano al servizio del cinema americano, firmando i più begli abiti del panorama filmico contemporaneo.

Ho un primato: sei attrici hanno ritirato l’Oscar, vestite da me: disse una volta Valentino con il suo inconfondibile piglio ironico.

Ed è davvero così. Se riavvolgiamo il nastro delle premiazioni gli abiti firmati Valentino sono una costante nei suoi 60 lunghi anni al servizio del cinema. Pensiamo a Giulia Roberts in abito vintage, bianco e nero alla 73ª edizione degli Oscar nel 2001, in occasione della quale l’attrice ha ricevuto l’Oscar. O ancora Scarlett Jhoansson, appena 22enne, che si presenta ai Golden Globes del 2006, con il film di Woody Allen Match Point in un abito aderente rosso Valentino che conquistò tutti come la stessa attrice per la sua lodevole interpretazione. Sempre per il mondo del cinema non possiamo non citare l’abito di Sophia Loren nel momento più indimenticabile della sua carriera: quella notte del 1991 in cui ritira l’Oscar alla Migliore Attrice.

La grande attrice ricorda con queste parole il suo amico, alla notizia della scomparsa: “Amico mio, avevi un animo gentile, una grande anima. La tua scomaparsa mi addolora. Ti porterò con me

Il film plasmati dalle sue collezioni

Lavora per impreziosire i film d’autore con le sue capsule brillanti. Ricordiamo a tal proposito gli abiti Valentino per il film Ad un’ora della notte, diretto da Laurence G.Harvey, con la magica Sophia Loren, fino al più recente Priscilla diretto Sofia Coppola e che ha conquistato la critica proprio per la ricostruzione stilistica di quel mondo color pastello Anni ’60.

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Pensiamo anche all’abito nero, sinuoso ed elegante che indossa Meryl Streep al galà aziendale nel film Il Diavolo Veste Prada. Un film particolarmente importante per Valentino, che esautora l’amore per la moda attraverso il giornale di Miranda, ma dà spazio anche allo stesso stilista, che compare in un cameo mentre saluta e bacia gli ospiti della sua sfilata fictional. E poi ancora, Valentino compare in Zoolander 2 nell’iconica sfilata-sfida tra i protagonisti: una guerra all’ultimo sangue, o meglio all’ultimo ‘sguardo’..

Valentino uomo e stilista, al servizio del bello

Tom Ford dice di Valentino e del suo stile di vita: ‘ Il livello di perfezione che ha raggiunto è impressionante: la sua è un ossessione visiva‘ come riporta Fabio Fazio in un’intervista del 2008 allo stilista. Ed è davvero così. Attratto dalla bellezza ma soprattutto capace di addentrarcisi e di ricostruirla per noi. Tra duro lavoro e naturale gestualità, Valentino crea moda nel modo in cui l’eleganza femminile possa fare sempre padrona e di conseguenza riporta in vita, ad ogni sfilata e ad ogni lavoro sul set, una dimensione incontaminata ed eterea. Ci lascia all’età di 93 anni ma attraverso i suoi abiti senza tempo vive per l’eternità.

La dimensione Valentino si è incapsulata perfettamente in ogni film per cui abbia lavorato, grazie alla sua genialità visiva ma anche al rispetto e alla delicatezza con cui si è avvicinato al cinema. Anche adesso che la sua presenza è assenza resta immortalata nel cinema come nella moda la sua elegante visionarietà. Con lui si venera per sempre l’ineffabile: il sogno e la bellezza. Due purpuree illusioni che hanno condotto Valentino, e allo stesso modo Armani e Versace, alla più alta vetta estetica che il nostro secolo abbia conosciuto.

Doriana Gatta