Games

Valorant come Esport – I primi piani di Riot Games

Nella giornata di ieri, 15 aprile 2020, Riot Games ha svelato i primissimi piani in serbo per Valorant come Esport. Che il titolo FPS tattico ad eroi volesse accaparrarsi un posto al sole vicino ai capisaldi del genere (CS GO e Overwatch su tutti) non era un mistero. Ma Riot, lo abbiamo già visto con League of Legends del resto, fa le cose in grande. Fino al lancio della Beta, il team esport di VALORANT guidato da Whalen RozelleSenior Director della divisione Global Esports, ha incontrato più di 100 organizzazioni per condividere la propria visione iniziale sull’esport e ricevere feedback in merito.

Un approccio, quello di Riot, diverso (migliore a nostro avviso) da quello di Blizzard, che con Overwatch ha preferito “fare tutto da sola”. Con il risultato che ora, dopo soli 4 anni dalla release, lo scenario Esportivo di Overwatch ha avuto bisogno di una svecchiata importante. I cui effetti (si spera benefici) sono ancora lontani dal palesarsi.

Valorant come Esport, il comunicato stampa

Di seguito, qualche estratto dal comunicato Stampa giunto a noi direttamente da Riot Games, che mette in chiaro l’importanza di principi fondamentali irrinunciabili, nell’ottica di diventare un esempio Esportivo ancora una volta, con un genere diverso: gli sparatutto.

Valorant come Esport

Tre pilastri fondamentali – integrità competitivaaccessibilità e autenticità – guideranno la crescita dell’esport per assicurare agli aspiranti pro player di avere una giusta chance di raggiungere il più alto livello di gioco attraverso una competizione basata sul merito. Per supportare questa visione iniziale, Riot Games ha diffuso le linee guida delle competizioni della community di VALORANT, con l’obiettivo di aiutare gli organizzatori di tornei di terze parti a pianificare con sicurezza gli eventi e creare nuove opportunità per una scena amatoriale in cui i nuovi talenti possano emergere. Inoltre, Riot Games ha aperto le richieste per i prodotti digitali di VALORANT tramite il portale sviluppatori su http://developer.riotgames.com.

Fino al lancio della Beta, il team esport di VALORANT guidato da Whalen RozelleSenior Director della divisione Global Esports, ha incontrato più di 100 organizzazioni per condividere la propria visione iniziale sull’esport e ricevere feedback in merito.

“Siamo travolti dall’interesse e dall’entusiasmo per VALORANT. Abbiamo grandi sogni per quello che questo gioco può diventare in termini esport e siamo impazienti di imbarcarci in questo lungo viaggio con i nostri giocatori,” ha dichiarato Rozelle. “Il nostro primo obiettivo sarà di creare partnership con giocatori, content creator, organizzatori di tornei e sviluppatori – dando loro la possibilità di aiutarci a costruire l’ecosistema esport di VALORANT.“

Oltre a VALORANTRiot Games è anche il publisher responsabile del fenomeno esport di League of Legends, un vero e proprio sport globale che attrae l’attenzione di milioni di fan in tutto il mondo. Attualmente ci sono più di 800 giocatori professionisti in oltre 100 team che competono in 12 leghe sparse in tutto il mondo. Ogni lega regionale è composta da circa 10 team che si sfidano per tutto l’anno nel corso di due split stagionali. I team guadagnano così punti campionato per qualificarsi per le due competizioni internazionali più importanti: il Mid-Season Invitational e il World Championship. Per maggiori informazioni visita www.lolesports.com.

Valorant come Esport

Valorant come Esport, il post-Beta per i giocatori

Fra i documenti giunti in nostro possesso abbiamo trovato anche un’interessante raccolta di FAQ, contenente risposte davvero interessanti da parte di Riot. La traduciamo per voi:

Valorant come Esport

-Potrò conservare i progressi fatti nella BETA nel gioco completo?

No, il gameplay attuale di Valorant potrebbe cambiare moltissimo al lancio, e crediamo che i progressi debbano essere azzerati per far partire tutti (chi ha provato la BETA e chi no n.d.r.) dalla stessa linea di partenza.

-Quanto durerà questa CLOSED BETA?

Il lancio è ancora previsto per l’estate 2020 (un po’ vago, lo sappiamo) e vorremmo mantenere il gioco in CLOSED BETA il meno possibile, per far giocare più regioni possibile. Ma se i feedback dei giocatori dovessero giungere in quantità più elevata del previsto, potremmo cambiare idea.

-Che succederà ai punti Valorant che ottengo giocando?

Al lancio, li riotterrai tutti indietro, con un bonus del 20% in più come ringraziamento per essere stato coinvolto nello sviluppo. Ad esempio: se compri 10.000 punti Valorant nella Closed Beta, ne avrai 12.000 al lancio. Ma il negozio e i costi sono ancora tutti da valutare, al lancio potrebbero essere molto diversi.

-Perchè non posso giocare alla CLOSED BETA nella mia regione (intesa come regione mondiale, Europa, Asia ecc. n.d.r.)?

Abbiamo dei piani per estendere il numero di regioni coinvolte, ma in questo periodo molto dipende anche dalla situazione della pandemia in corso. Al momento, puoi giocare alla CLOSED BETA se vivi in Canada, USA, Russia, Turchia o Europa. Al momento, non possiamo estendere la BETA in altre regioni, purtroppo. Sul sito ufficiale di Valorant e Riot condividiamo aggiornamenti costantemente. Ma nel frattempo, se state guardando gameplay di Valorant in streaming siamo molto contenti di ricevere il vostro feedback!

2020: un anno decisivo per Riot

Il guanto di sfida lanciato da Riot Games è davvero molto grande. Anche se le guance a cui è destinato, quelle di Blizzard, sono ancora abbastanza paffute, se la software house responsabile di Overwatch e Hearthstone non corre ai ripari con qualche novità di peso Esportivo rilevante, siamo certi che lo schiaffo che ne deriverà avrà un’eco sufficientemente risonante.

A Overwatch si contrappone Valorant. La creatura di Riot prende il meglio della struttura a eroi e la ibrida con i tecnicismi e la precisione di CSGO. Quello che è riconosciuto come lo sparatutto professionistico per eccellenza. Mentre a Hearthstone va incontro Legends of Runeterra: gioco di carte che fa dell’immenso campionario di personaggi provenienti da League of Legends un’altrettanto sconfinato parco carte.

Le interpretazioni date ai generi FPS e Card Game da Riot Games e Blizzard sono molto diverse, entrambe valide e basate sul concetto di multimedialità. Ma Blizzard ha mostrato il fianco già da qualche mese, per non dire qualcosa in più, specialmente parlando di Overwatch. Il gioco si è avvicinato, a detta di molti esperti, fin troppo al genere MOBA, perdendo tanto della componente FPS che lo contraddistingueva agli esordi. Se la tendenza non si dovesse arrestare, o se comunque Blizzard non dovesse trovare in fretta un modo per dimostrare quanto sa essere Esportiva, Riot potrebbe avere la meglio; almeno nel campo del gioco professionistico.

Diverso il discorso per Hearthstone. Con il nuovo anno della Fenice ha già dimostrato un livello di attenzione a ogni possibile scenario e giocatore, anche i novizi, di livello superiore. Difficilmente i giocatori con le collezioni più vaste saranno invogliati a spostarsi a su Legends of Runeterra. Ma si sa, pronostici del genere lasciano il tempo che trovano.

Riot si è messa in gioco, e lo ha fatto alla grande. La sua evoluzione come software house l’ha portata sul gradino successivo al già elevatissimo grado raggiunto con League of Legends. E l’attenzione mostrata al comparto Esport di Valorant ne è una prova più che evidente.

Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
Back to top button