Cultura

Vasco Pratolini, una vita per scrivere la vita

Vasco Pratolini è stato uno scrittore italiano, cresciuto e influenzato dalla rivista Solaria.

L’impegno letterario di Vasco Pratolini

Vasco Pratolini, scrittore. Photo: Web.
Vasco Pratolini, scrittore. Photo: Web.

Nato il 19 ottobre 1913 a Firenze, perde la madre all’età di cinque anni. La sua era una famiglia operaia, il padre parte come militare e questo lo costringe a vivere dai nonni. 

Inizia i suoi studi in una scuola elementare presso le Scuole pie fiorentine ma viene espulso per indisciplina, poi in una scuola pubblica. 

Dai dodici ai diciotto anni, dopo la morte del nonno, deve interrompere gli studi a causa di gravi problemi economici familiari. Alterna i lavori più disparati, dal garzone al barista, senza trascurare il suo amore per i libri

Ama Dante, Manzoni, Dickens, Jack London, Federigo Tozzi, e cresce nell’ambiente letterario fiorentino influenzato dalla rivista Solaria.

A diciotto anni lascia il lavoro e si dedica a un intenso studio della letteratura da autodidatta.

Nel 1937 comincia a frequentare la casa del pittore Ottone Rosai che lo spinge a scrivere di politica e letteratura sulla rivista Il Bargello e conosce Aldo Palazzeschi e Romano Bilenchi.

Due anni più tardi inizia la sua produzione letteraria.

La vita nelle sue opere

S’imparano mille cose in un istante, non occorre essere stati a scuola, quando la vita ti colpisce a tradimento con le sue cattiverie: basta avere una spina dorsale che ti mantenga in piedi.

I suoi romanzi vengono definiti neorealisti, in grado di descrivere la gente, il quartiere, la vita fiorentina attraverso uno stile semplice, rievocando tutte quelle persone che ha conosciuto nei suoi giovanili anni di lavoro. Una vita per scrivere della vita.

Tra le sue opere più importanti ricordiamo Una storia italiana, la trilogia in cui si impegna a descrivere diversi mondi: quello operaio con Metello (1955), quello borghese con Lo scialo (1960) e quello degli intellettuali in Allegoria e derisioni (1966).

Una storia italiana, Vasco Pratolini. Photo: Web.

Non molto apprezzato dai critici, Pratolini vuole riportare su carta la vita del quartiere, la miseria e l’infelicità, ma soprattutto la speranza di potersi affidare alla società.

Infine, muore all’età di 77 anni a Roma (diventata la sua città), il 12 gennaio 1991.

Serena Votano

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