In Venezuela un uomo è morto in attesa della pensione: la crisi uccide

Aspettava solo una misera pensione sociale l’uomo morto Giovedì scorso in Venezuela. La povertà e le drammatiche condizioni sociali in cui versa il paese lo hanno ucciso.

Secondo quanto raccontato dal quotidiano argentino Infobae, citando l’Operación Veneuela, una ong dedita alla tutela dei diritti umani, lo scorso Giovedì, un uomo, identificato come Jesús García, è morto in Venezuela, nello stato di Barinas, mentre attendeva in fila la pensione sociale a cui aveva diritto. Garcia, che come la maggior parte della popolazione versava in una situazione di povertà, aveva diritto a 350 mila bolivar, una cifra davvero esigua, in grado di consentire l’acquisto di una dozzina di uova o un chilo di carne.

L’accaduto, denunciato dall’Operación Veneuela, ha destato il malcontento e le proteste di gran parte della popolazione venezuelana. Molti sono stati anche gli attacchi all’attuale governo di Nicolas Maduro, di fatto una vera e propria dittatura, che ha ridotto in povertà la popolazione, causando un’enorme inflazione.

Questo sistema che affama uccide il nostro popolo, mentre al governo interessa solo di restare al potere” – ha affermato, tra i vari, il deputato dell’opposizione Freddy Superlano.

La grave crisi del Venezuela di Nicolas Maduro

La morte indegna di Jesús García è solo uno degli ultimi accadimenti in grado di rappresentare la difficile situazione che il Venezuela sta passando.
Il paese, dove vivono anche molti italiani, è allo stremo delle forze a causa di una grave crisi economica e sociale. La popolazione chiede da tempo un intervento al governo di Nicolas Maduro che, però, fino ad ora si è mostrato restio. Più incline, invece, a mantenere il potere.
In molti auspicano un nuovo governo, tanto che il 16 Luglio scorso si è svolto un referendum simbolico per chiedere la destituzione del presidente/dittatore venezuelano e di tutto il suo governo.

Continuano le proteste e si aggrava la crisi

A causa del mancato ascolto, sono mesi ormai che i cittadini manifestano in tutte le piazze del Venezuela. Da parte di Maduro, tuttavia, vi è stata fino ad ora solo una dura repressione. Non è mancato l’utilizzo della violenza, che ha portato alla morte di decine di manifestanti, spesso accusati fantasiosamente di terrorismo.

Chi si è posto contro Maduro ha pagato con la propria pelle. Molti magistrati che indagavano sui vertici, denunciando fatti rimasti nascosti e la violazione dei diritti umani, sono stati a loro volta inquisiti; alcuni arrestati e rimossi. Molti parlamentari all’opposizione sono stati vittima di intimidazioni e violenze, tanto da dover fuggire. Stessa cosa per diversi giornalisti.

Vista la situazione, sia l’opposizione sia altri paesi, consci dell’importanza della situazione venezuelana per l’equilibrio mondiale, chiedono un intervento delle grandi potenze. Fino ad ora si è cercato di percorrere la via del dialogo pacifico. Non manca però chi ritiene si debba intervenire militarmente per destituire definitivamente Nicolas Maduro e rendere di nuovo libero il Venezuela.

Nel mentre, la popolazione continua a subire le sorti di un governo ormai delegittimato. Si cerca di sopravvivere giorno dopo giorno. Purtroppo, non tutti ce la fanno e la morte di Jesús García ne è la chiara evidenza.

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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