Violenza sulle donne: questione di numeri

Ieri (10 dicembre) si sono concluse le 16 giornate di attivismo contro la violenza sulle donne e di genere. L’onda arancione, come l’abbiamo presentata in questo articolo, è destinata a scomparire nell’oceano di notizie e iniziative di altra natura e argomento.
Questo però non vuol dire che la battaglia per eliminare la violenza contro la donna sia conclusa.

Violenza sulle donne: dati durante la pandemia

Questa pandemia sembra aver fatto dimenticare il valore delle vite umane nascoste dietro ai freddi numeri. Durante il lockdown le chiamate al 1522, numero verde per le richieste d’aiuto e sostegno alle vittime di violenza e stalking, sono state 5.031.
Sono poche? Sono il 73% in più rispetto allo stesso periodo del 2019. L’ISTAT però non parla di aumento di violenza, ma di maggior sensibilizzazione.

A pesare maggiormente sul numero sono le chiamate per richiedere un aiuto socio-psicologico, da un 395 casi nel 2017 a 2.299 nel 2020 (i dati si riferiscono al periodo marzo-maggio). Mentre 4 casi su 10 sono le chiamate per chiedere aiuto in caso di violenza o stalking.

La violenza è sempre la stessa, annidata nelle case e troppo spesso taciuta. Nel 2020 le chiamate sono aumentate nella fascia oraria notturna e non è difficile immaginare il motivo. Nello stesso periodo del 2019 invece le chiamate avvenivano maggiormente durante la fascia lavorativa 9am-18pm.

Denunciare una violenza

Proprio per andare incontro alle nuovi abitudini famigliari, il numero 1522 è diventato un’app, in particolare ne abbiamo parlato in questo articolo. App, chat, numeri di telefono, siti e anche fingere di ordinare una pizza al 112, sono tanti i modi, ma poche le intenzioni. Perché ci sono poche denunce?
Pandemia o meno, una donna evita di denunciare prima di tutto per paura. Paura di scatenare altra violenza, che sia verso loro stesso o verso i figli; non si può negare che una delle paure maggiori sia anche quella di non avere un’indipendenza economica.
Motivo per cui in molti casi l’atto di violenza si ripete nei mesi (16,2%) e negli anni (64,9), in una situazione di continua paura.

Lacune e altri ostacoli

Abbiamo ben sviscerato quali sono stati gli ostacoli durante il lockdown, prima di tutte l’impossibilità di lasciare la casa. In realtà, e forse andava ricordato con maggior forza, tra le “necessità” per cui era possibile muoversi erano incluse la denuncia e il raggiungimento di un centro anti-violenza.
Ma se si teme di denunciare è anche perché la donna pensa di non essere abbastanza al sicuro. Motivo per cui il Ministero della Salute, in accordo con l’Istituto Superiore di Sanità, ha ideato un programma di formazione (a distanza) per gli operatori sociosanitari dei Pronto Soccorso.

Dati ISTAT - Photo Credits: sito ISTAT
Dati ISTAT – Photo Credits: sito ISTAT

I dati del triennio 2017-2019 parlano di 16.140 vittime di violenza, molte con criticità bassa (72%) e la maggior parte di queste donne scelgono non solo di essere dimesse e di poter ritornare a casa (89,1%) ma soprattutto di non denunciare. I neo formati operatori sociosanitari si spera riusciranno a intercettare e ad aiutare chi teme di denunciare.

La violenza di genere

La violenza non ha genere, oppure sì? Il 29 gennaio 2020 Libero titola: “Sorprendente verità nelle statistiche: più maschicidi che femminicidi”. 133 uomini contro 128 donne. Questo è il più classico degli esempi di manipolazione dei dati. Basterebbe cercare il termine femminicidio su Google per capire la differenza sostanziale.
Femminicidio: “uccisione o violenza compiuta nei confronti di una donna, specialmente quando il fatto di essere donna costituisce l’elemento scatenante dell’azione criminosa”.
Questo non vuol dire che non esiste la violenza sugli uomini, ma trattare i dati in maniera fuorviante non aiuta certo il dibattito in merito e soprattutto non rende meno gravi le violenze contro le donne. Il consiglio, in entrambi i casi, è di denunciare, anche se si ha paura di non essere indipendenti o se ci si sente “meno uomini” per questo.

Abbiamo fatto un elenco delle modalità per chiedere aiuto e avere supporto in caso di violenza e abusi (qui trovate l’elenco).

Seguiteci su:

Facebook
Instagram
Twitter

Articolo di Giorgia Bonamoneta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA