Cultura

Virginia Woolf: tra le pagine del femminismo

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Virginia Woolf: la scrittrice a cavallo del ‘900 che attraverso i suoi scritti e ideali ispirò e condusse le donne verso una nuova autodeterminazione. Ora come allora le sue opere figurano quali importanti radici nei confronti di tematiche quanto mai attuali.

Nata a Kensington esattamente centoquaranta anni fa, Adeline Virginia Stephens crebbe fin da subito a pane e disparità, vicina ad una madre molto amata, moglie e levatrice, salvandosi da un tentato stupro perpetrato per mano di uno dei fratelli. Questi ricevettero un’istruzione scolastica e universitaria, a differenza delle donne educate in casa. Vari i drammi che la condussero ad uno stato di nevrosi e depressione, primo fra tutti la morte della madre nel 1895. Infine il suicidio, il 28 marzo 1941 quando, con delle pietre nelle tasche del cappotto si gettò nel fiume Ouse, liberandosi così dai mali della vita.

Virginia Woolf: gli atti di una vita dedicata al femminismo

“Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?“

Dalla militanza nel Bloomsbury Group alla vicinanza con le suffragette, Virginia Woolf dedica i cinquantanove anni della sua vita alla letteratura e allo studio, in nome dell’autodeterminazione. Poco più di cento pagine, quelle di Una stanza tutta per sé, opera pubblicata nel 1929 e nata da due conferenze tenute l’anno precedente per le studentesse di Cambridge, racchiudono la forza di una battaglia ancora in atto. Lo scritto, come tanti dell’autrice, indaga la preponderanza del pensiero rispetto all’indefinibilità della forma, tanto che il narratore si compone di una fluida identità. Come mutevole era il suo Orlando, pubblicato nel 1928, figura androgina tra il maschile e il femminile.

A Room’s of One’s Own, nome originale dell’opera, ripercorre il ruolo della donna nel contesto letterario, ambito dai forti dettami di stampo maschilista, entro cui Woolf rivendica la presenza femminile. L’autrice scrive di sé stessa, indaga il proprio Io e attraverso esso si riferisce a tutte le donne, perché possano rivedersi nei drammi esistenziali troppo spesso relegati alle capacità espressive e riflessive dell’uomo. Le tre ghinee, del 1938, è un pamphlet contro la guerra che lega ad essa, quale causa, il patriarcato, al fianco dei regimi totalitari.

“Non c’è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente.”

L’atto stesso del pensare, così semplice eppure così potente, è in sé rivoluzionario per l’epoca a lei coeva, e fonte di immensa ispirazione. Virginia Woolf ha illuminato generazioni di donne affinché potessero comprendere il valore e la necessità della parità di genere, ha lottato con il dolore negli angoli della propria mente, la stessa che l’ha condotta alla libertà d’essere.

Valentina Guido

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