Virginia Woolf fu scrittrice, saggista e attivista inglese, sempre impegnata per i diritti delle donne.

Virginia Woolf (nata Adeline Virginia Stephen) nasce il 25 gennaio 1882, a Londra. La scrittrice manifestò sin da una giovane età un’inclinazione letteraria. Inclinazione che poi seguirà frequentando il King’s College di Londra, studiando storia e lettere classiche, dal 1897 al 1901. Dal 1905 invece inizierà a scrivere per il supplemento letterario del Times, dove conoscerà un’ampia cerchia di intellettuali, e con i quali in un secondo momento darà vita ad un circolo letterario noto come il Bloomsbury Group.

Virginia e Leonard Woolf
Photo Credit: dagospia
Virginia e Leonard Woolf – Photo Credit: dagospia

La vita

La Woolf ebbe un’infanzia serena, che purtroppo non durò a lungo a causa della morte della madre, nel 1895, quando lei aveva solo tredici anni. Invece nel 1897 morì la sorellastra Stella, e nel 1904 il padre. Tutte queste morti portarono la scrittrice ad avere un crollo nervoso. Sulla salute mentale della scrittrice influirono sicuramente anche gli abusi che lei e la sorella subirono da parte dei fratellastri. Tutto ciò contribuirà allo sviluppo dei suoi esaurimenti nervosi, delle crisi depressive e degli sforzi sbalzi d’umore e che la portarono, infine, al suicidio, il 28 marzo 1941. Ciononostante, ebbe anche dei periodi più felici, caratterizzati dalla presenza di numerosi amici intellettuali, come Bertrand Russell o Ludwig Wittgenstein, e dal matrimonio con Leonard Woolf, un teorico politico, nel 1912.

Virginia Woolf
Photo Credit: leggindipendente.com
Virginia Woolf – Photo Credit: leggindipendente.com

Le opere

Fra le sue opere più importanti ricordiamo i romanzi La Signora Dalloway (1925), Gita al Faro (1927) che ricorda i tempi di Saint Ives, in Cornovaglia, dove la famiglia passava le vacanze estive. Orlando (1928). Della saggistica vanno invece ricordati Il lettore comune (1925) e Una stanza tutta per sé (1929). Quest’ultimo particolarmente importante per il suo contributo femminista. Riguardo lo stile, invece, le sue opere sono caratterizzate da una tecnica di narrazione che si avvicina al flusso di coscienza di James Joyce, concentrando l’attenzione sul monologo interiore del soggetto in questione, ponendo in secondo piano la cronologia, che diventa fra analisi e prolessi piuttosto uno scorrere del tempo interiore.

Lettera scritta da Virginia Woolf
Photo Credit: finzionimagazine.it
Lettera scritta da Virginia Woolf – Photo Credit: finzionimagazine.it

Una figura femminista

Alimentata dal clima intellettuale, la scrittrice si avvicina ai gruppi delle suffragette, e al contempo impartisce ripetizioni serali in un collegio in periferia. Questo suo impegno per la parità dei diritti si riflette spesso come tematica della condizione femminile in varie opere, prima fra tutte Una stanza tutta per sé, che affronta la discriminazione del ruolo della donna. Ma anche in Le tre ghinee (1938) che riflette sulla figura predominante dell’uomo nella storia contemporanea. La Woolf ebbe anche delle relazioni con alcune donne, fra le quali Violet Dickinson ed Ethel Smyth, che influenzarono in maniera profonda sia la sua vita privata che la sua produzione letteraria.

“Una donna deve avere denaro, cibo adeguato e una stanza tutta per sé se vuole scrivere romanzi.”Una Stanza tutta per sé, Virginia Woolf

Seguici anche su:

Facebook

Instagram

Cultura