Gossip e Tv

Walter Veltroni, chi era la madre Ivanka Kotnik: “Ha salvato molte persone”

Walter Veltroni, per quanto riguarda l’aspetto giornalistico e culturale della sua carriera, è un figlio d’arte: suo padre è infatti stato Vittorio Veltroni, radiocronista EIAR e poi noto dirigente della RAI, che morì quando lui aveva solo un anno. In pochi sanno che la madre di Walter Veltroni era la slovena Ivanka Kotnik, figlia dell’ambasciatore del Regno di Jugoslavia presso la Santa Sede, che dopo l’armistizio del 1943 aiutò numerosi ebrei romani a scappare dalla persecuzione nazifascista. Sin da giovane Veltroni ha manifestato un profondo interesse sia per la politica che per il cinema e il giornalismo. E’ stato direttore de L’Unità e ha scritto vari libri (fra cui il fortunato L’isola e le Rose) e diretto alcuni documentari come Quando c’era Berlinguer e I bambini sanno. 

Per quanto riguarda la vita privata, Veltroni è da decenni felicemente sposato con la moglie Flavia Prisco, conosciuta a Berlino durante un festival nel 1973. Dalla relazione fra i due sono nate le figlie Martina e Vittoria Veltroni. Oggi, Veltroni sarà ospite di Serena Bortone a Oggi è un altro giorno, il salotto televisivo di Rai 1

Il padre Vittorio morì a 38 anni lasciandogli un alloggio in via Velletri 50. Un alloggio ottenuto nel ‘ 46 dall’ Inpdai, l’ istituto di previdenza dei dirigenti d’ azienda: “Ne aveva diritto come direttore generale della Rai”, spiega il figlio.

Da allora Walter Veltroni ha cambiato quattro case, tutte nel raggio di venti metri. Le contestazioni? Aver mantenuto per un paio d’anni due case dello stesso ente in affitto.

Nell’ estate del ‘ 56, subito dopo la morte del marito, Ivanka Kotnik Veltroni chiese all’ istituto di via Ravenna un alloggio più piccolo e meno costoso. In pochi mesi mamma, Walter e il fratello maggiore Valerio si trasferirono da via Velletri a via Savoia 44, strada confinante. Ultimo piano, 85 metri a equo canone. Lì Veltroni junior restò fino al 1981 quando, giovane consigliere comunale, scrisse ai dirigenti dell’ istituto: “Mi voglio sposare, devo avere una casa mia”. Puntualizza Veltroni: “Era prassi per l’ Inpdap sistemare i figli dei dirigenti d’ azienda, anche se dirigenti non erano”. Ecco l’ appartamento, nell’ amata via Velletri. Non quello dove è nato, questa volta Veltroni sale insieme alla sua compagna Flavia al terzo piano: due stanze, bagno e cucina. Gli affitti sono bassi, la famiglia cresce. Il giovane dirigente di partito nell’ 87 chiede all’ Inpdai un alloggio più grande in zona: “Ho aspettato anni, non arrivava niente”. Marzo ‘ 92, muore la madre, Veltroni non restituisce la casa di via Savoia: “Le avevo promesso che avrei assistito mio nipote Vittorio, figlio di Valerio”, assicura. Un nipote che viaggia per ottenere una borsa di studio a Cambridge e, nella casa di nonna Ivanka, si vede poco. Così, per due anni, Veltroni paga due affitti. Fino a quando non scopre che – in quel palazzo che ospita anche Giulia De Mita, sorella di Ciriaco – si stanno liberando 145 metri al primo piano.

Back to top button