A seguito dei licenziamenti di massa che hanno coinvolto i giornalisti del Washington Post, ora Will Lewis, amministratore delegato del giornale, ha annunciato le sue stesse dimissioni. Cosa accadrà al giornale, adesso?

Dai licenziamenti alle dimissioni di Lewis. Cosa accadrà al Washington Post?

L’amministratore delegato dopo aver partecipato alla riunione insieme a Jeff Bezos, in cui è stato annunciato il licenziamento dei dipendenti, ha affermato che fosse “il momento giusto” per farsi da parte. Ora, come comunicato sul Washington Post, D’Onofrio succede Lewis “con effetto immediato”. Inoltre, i tagli che sono stati annunciati si sono rivelati più profondi di quanto si potesse prevedere. Non è stata solo chiusa la nota sezione sportiva, ma sono stati tagliati anche fotografi e responsabili della copertura della citta di Washington e dell’estero.

Il primo segnale di insofferenza del giornale è avvenuto nel 2024, quando Bezos ha cercato di “accattivarsi i favori del presidente Trump”. La perdita di talenti e abbonati è avvenuta di pari passo con il ritiro dell’appoggio di Kamala Harris e il conseguente orientamento politico del Post. Il primo direttore del Washington Post che ha operato sotto Bezos, Martin Baron, ha accusato il miliardario di aver distrutto istantaneamente il marchio. Nonostante gli evidenti problemi sorti durante gli ultimi anni, Lewis ha scelto di elogiare Bezos: “L’istituzione non avrebbe potuto avere un proprietario migliore”. L’elogio, tuttavia, non termina con queste parole. L’ex amministratore ha, poi, aggiunto che le scelte difficili prese durante il suo mandato sono state necessarie per garantire la pubblicazione di “notizie di alta qualità e non di parte”.

Bezos parla di “un prossimo capitolo emozionante”

Il sindacato del giornale, però, non sembra concorde con quanto riportato da Lewis. “La sua eredità sarà la tentata distruzione di una grande istituzione giornalistica americana”, ha dichiarato la Gilda del Post. Ciononostante, il sindacato ritiene che non sia “troppo tardi per salvare il Post”. Aggiungono che “Bezos deve immediatamente revocare questi licenziamenti o vendere il giornale a qualcuno disposto a investire nel suo futuro”. Dal canto suo, Bezos sceglie di descrivere la crisi che sta affrontando il giornale come “un prossimo capitolo emozionante e fiorente”. Il miliardario ha successivamente evidenziato il ruolo del giornale, sottolineando come il Post abbia “una missione giornalistica essenziale e un’opportunità straordinaria”.

Il nuovo amministratore delegato, D’Onofrio, ha parlato allo staff comunicando che è “un momento difficile per tutte le organizzazioni dei media, e il Post purtroppo non fa eccezione”. L’obiettivo del giornale, ora, è quello di affrontare i cambiamenti che, in un panorama industriale in perenne evoluzione, sono consequenziali. “Non ho dubbi che lo faremo, insieme”, conclude l’amministratore. Il destino del Washington Post, adesso, è da vedere.

Stefania Cirillo