Cinema

West Side Story, il musical di Spielberg da oggi su Disney Plus: la recensione

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Come promesso West Side Story arriva su Disney Plus da oggi 2 marzo 2022: il film è già disponibile per tutti gli abbonati al servizio di streaming on demand senza costi aggiuntivi, e per l’occasione vogliamo proporvi cinque curiosità che forse non sapete sul remake di Steven Spielberg.

West Side Story, un musical esportato in tutto il mondo, tra i più famosi di sempre. Viene portato per la prima volta sui palchi di Broadway nel 1957, torna al cinema riproposto in chiave moderna dal grande regista Steven Spielberg.

New York, 1957, due bande rivali, i Jets e gli Sharks, lottano per il dominio del quartiere. L’amore tra due componenti delle bande nemiche sarà la scintilla che farà esplodere la guerra fra i due gruppi criminali. Tra danze frenetiche e lotte coi coltelli, canzoni strepitose e zuffe con la polizia, i due innamorati, Tony(Ansel Elgort) e Maria(Rachel Zegler) cercheranno fino all’ultimo di difendere il loro amore. Ad impedirglielo ci sarà Bernardo, capo degli Sharks e fratello di Maria che non permetterà mai ad un Jet di fidanzarsi con sua sorella.

Il tocco di Steven Spielberg

I virtuosismi della macchina da presa firmati Steven Spielberg non mancano in questo film scenografico e sfavillante. Le coreografie frenetiche e precisissime di Justin Peck si mescolano alla perfezione con la danza della macchina da presa. Il tutto racchiuso da una delle colonne sonore più ricche ed emotivamente coinvolgenti che Hollywood abbia mai sentito, composte da Leonard Bernstein (riprese dal musical originale di Broadway). L’amore tra Tony e Maria, che ricorda quello della tragedia shakespeariana “Romeo e Giulietta”, ha come sfondo la lotta per il territorio di un quartiere del West Side di Manhattan.

I due innamorati si rincorrono di nascosto da Bernardo, tra luci e ombre della città, su per scale antincendio di edifici in rovina, fra panni stesi da casalinghe portoricane. Le canzoni d’amore fanno da padrone in questo musical romantico ambientato negli anni ’50. La scena del balcone (altro riferimento a Romeo e Giulietta) ne è un esempio con la canzone “Tonight” cantata dai due protagonisti, e la canzone “Maria”, interpretata magistralmente da Ansel Elgort.

“West Side Story” – Differenze con il film del 1961 e commenti finali

Il primo adattamento cinematografico, diretto da Jerome Robbins (ideatore del musical) e Robert Wise, fu un successo che vinse dieci Oscar. La regia innovativa, il mood allegro della prima parte e più cupo nella seconda, la recitazione frizzante e le coreografie spettacolari ne fecero un successo di pubblico e critica che ancora oggi riesce ad emozionare.

“Devi continuamente giustificarti con te stesso per aver voluto affrontare un’opera che è considerata quasi sacra…Sapevamo che si trattava di un’impresa davvero rischiosa.”

Le parole di Spielberg denotano la volontà di non snaturare l’opera originale, e così è stato. Giusto qualche ammodernamento per rendere il film più appetibile al pubblico di oggi. La storia resta invariata. I personaggi sono forse un po’ più cupi e sfaccettati, soprattutto Tony, che nel nuovo film è un ragazzo appena uscito di prigione che cerca di rigare dritto. Nonostante il film del ’61 rimanga imbattuto, “West Side Story” di Spielberg rimane un musical contemporaneo validissimo, confezionato alla perfezione e che riesce ad emozionare anche chi i musical non li sopporta proprio (come il sottoscritto). Non perdetevelo.

Marco Pozzato

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