Cultura

William Shakeapeare, le opere maggiori del genio intramontabile

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Se c’è una parola che viene spesso associata al suo nome, questa è senz’ombra di dubbio “genio”. William Shakespeare è stato uno dei talenti letterari più importanti della storia, al punto da diventare il poeta simbolo del popolo inglese. Nel corso della sua vita si cimentò non solo nelle numerose opere teatrali destinate a diventare le più celebri della drammaturgia occidentale, ma compose anche degli scritti in versi, tra cui la magnifica raccolta di Sonetti. La sua figura fu a lungo, ed è tuttora, vittima di cospirazioni e teorie controverse, alcuni si domandano addirittura se sia esistito veramente. Per diversi secoli la critica non apprezzò effettivamente i suoi componimenti, Shakespeare ottenne infatti la fama e i riconoscimenti meritati solo nel Ventesimo Secolo.

Le opere drammaturgiche

Impossibile trovare qualcuno a cui siano completamente sconosciute le opere drammaturgiche shakespeariane. Tra tutte la più famosa è di certo Romeo e Giulietta, la celeberrima tragedia che venne composta tra il 1594 ed il 1596. La storia narra l’amore tra due giovani appartenenti a famiglie rivali, la vicenda fu destinata a diventare una delle più rappresentate e popolari del mondo. Shakespeare probabilmente lo compose prendendo spunto sia dalla tradizione medievale, ma anche da un motivo presente già nella letteratura greca. Diversi studiosi hanno ipotizzato che il drammaturgo inglese possa aver trovato l’ispirazione o negli Ephesiaka di Senofonte Efesio, o nel mito di Piramo e Tisbe raccontato nelle Metamorfosi di Ovidio.

Un altro capolavoro composto da William Shakespeare è la tragedia di Amleto. Probabilmente composto tra il 1600 ed il 1602, il dramma è rimasto nella storia in particolar modo per il famoso monologo del protagonista: “Essere o non essere”. L’opera è tra le più citate al mondo, e nel corso del tempo è stata sottoposta a numerosissime analisi da parte di diversi intellettuali. Tra questi vi fu anche Sigmund Freud, il quale studiò la tragedia all’interno della sua Interpretazione dei Sogni.

I “Sonetti” di William Shakespeare

Shakespeare compose in totale 154 sonetti, i quali affrontano diversi temi come l’amore, lo scorrere del tempo, la passione e la morte. I primi 126 sono dedicati ad un giovane uomo, il cosiddetto fair youth, e sono principalmente matrimoniali o incentrati sul tema della procreazione. I restanti sono invece dedicati ad una donna, la dark lady, ed è in questi che l’autore sceglie di spaziare tra le più svariate tematiche, toccando argomenti come l’amicizia e la letteratura. Un terzo personaggio spicca all’interno della raccolta, il rival poet, ovvero un poeta rivale dietro il quale la critica ha ipotizzato potesse celarsi la figura di Christopher Marlowe.

Il più celebre tra questi componimenti è il Sonnet 130, My Mistress Eyes Are Nothing Like The Sun. Questo sembra infatti essere una critica a tutti i poeti di genere petrarchesco, accusati di decantare amore nei confronti di donne poco realistiche. La donna amata da Shakespeare non è perfetta e non ha dei tratti angelici, ma è proprio questo a renderla speciale.

Ludovica Nolfi

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