Wolfsberger, gli alberi e il calore per l’ultimo ostacolo europeo della Roma

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Di Redazione Metropolitan

Il Wolfsberger è l’ultimo baluardo che separa la Roma dai sedicesimi di finale di Europa League, ma gli austriaci venderanno cara la pelle come all’andata, anche grazie agli alberi.

Dopo la sconfitta di due settimane fa, gli esordienti del Wolfsberger hanno definitivamente detto addio alla seconda competizione europea per club. Tuttavia, il ritorno in terra romana non sarà facile per i giallorossi, gli austriaci non verrano di certo a fare una scampagnata.

Gli alberi della Carinzia

Wolfsberger, alberi e calore
La “foresta” installata nel Wörthersee-Stadion. Credit: lultimaribattuta.it

Ad ottobre, quando la Roma fece visita al Wolfsberger, la partita non fu disputata al Lavanttal-Arena, perchè troppo piccolo per le norme UEFA. La scelta ricadde subito sul Wörthersee-Stadion (35000 posti), impianto del capoluogo della Carinzia, Klagenfurt. In quel periodo, lo stadio dell’Austria Klagenfurt, era però occupato da una bellissima installazione di alberi, ad opera dell’artista Klaus Litmann. L’opera era stata creata per sensibilizzare la popolazione di Klagenfurt a rispettare e difendere la natura.

Questa mostra della natura, fece ulteriormente spostare il Wolfsberger e i suoi tifosi dalla propria città. A dare ospitalità ai carinziani in questo periodo, è lo Stadion Graz-Liebenau, l’impianto di casa dello Sturm Graz.

Piccolo ma terribile

Lo stadio di casa degli austriaci, come detto, è il Lavanttal-Arena di Wolfsberg, un impianto da appena 7500 posti a sedere. Non si pensi, però, che la poca capienza sia deleteria per i padroni di casa. Nonostante questo, il Wolfsberger è costantemente supportato da un tifo caldo e appassionato che non dimentica mai dove la propria squadra militava fino a pochi anni fa.

Fino al 2012 i bianconeri hanno sempre militato nelle categorie minori della lega austriaca, toccando massimo la Erste Liga (Serie B austriaca). Alla fine della stagione 2011/2012, però, la formazione carinziana ottiene la tanto sognata promozione in Bundesliga.

Il calvario del Wolfsberger e la fusione

Wolsberg, alberi e calore
Michael Sllbauer contro Nicolò Zaniolo nella partita di andata in Austria. Photo Credit: LaPresse

Nata nel 1931, la società carinziana, ha sempre disputato campionati a corrente alternata, venendo promossa in Landesliga (massima serie del campionato regionale carinziano), lottando nella stagione 1954/55 per la promozione in Bundesliga, ma perdendo gli spareggi.

Dopo anni di continue promozioni e retrocessioni tra la B austriaca e la Regionalliga (Serie C), nel 2007 il Wolfsberger stringe una cooperazione, una fusione, con il St. Andra, società della cittadina vicina. Questo sodalizio portò nuove risorse finanziarie, accompagnando il nuovo WAC-St. Andra alla agognata promozione in Erste Liga nel 2010.

In due anni il sodalizio carinziano raggiunse la promozione in Bundesliga, la prima della sua storia, riportando con se il vecchio nome al club, Wolfsberger Athletiksport-Club. Nella stagione della promozione, i bianconeri ottennero un grande risultato con il quinto posto nella massima serie austriaca.

I risultati ottenuti negli ultimi anni ha convinto sempre di più la società ad investire con maggiore impegno. Questi sforzi hanno portato al terzo posto i lupi austriaci nella scorsa stagione, giungendo alla qualificazione alla fase a gironi di Europa League in questa stagione e l’inserimento nel raggruppamento con Roma, Borussia Mönchengladbach e Istanbul Basksehir. L’esordio europeo non ha spaventato i carinziani, vittoriosi in trasferta su uno dei campi più difficili del panorama europeo, quello dei tedeschi del Borussia per 4-0.

Il cammino si è poi complicato dopo il pareggio casalingo contro la Roma, a causa delle due sconfitte contro il Basaksehir e l’ultima contro i tedeschi, compromettendo di fatto una epica qualificazione che dopo le prime giornate sembrava fattibile. In campionato invece il terzo posto continua ad essere l’habitat naturale dei ragazzi di Struber.

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