Cinema

Woody Allen accoglie per la prima volta un giornalista sul set: “Ho già un nuovo film in testa”

Woody Allen racconta sul set del suo cinquantesimo film Wasp 22, che ha già in mente un altro progetto. Si tratta di “una storia serie di crimine e di castighi, con una buona dose di romanticismo“.

Woody Allen: non è un addio ma un arrivederci

Woody Allen
Woody Allen intervistato per la prima volta sul set

Il 30 novembre il celebre regista newyorkese, vincitore di 4 premi Oscar (su 24 nomination), compirà ben 87 anni. Qualche mese fa Woody Allen aveva dichiarato che Wasp 22 sarebbe stato il suo ultimo film. «È il numero 50, penso sia un buon momento per fermarsi» aveva dichiarato. Ma proprio dal set, dove per la prima volta ha accolto un giornalista, arriva la buona notizia: “Posso dire solo che è un poliziesco, una storia serie di crimine e di castighi, con una buona dose di romanticismo, naturalmente.. Non è un addio, ma un arrivederci. L’intenzione di abbandonare la regia, ha spiegato personalmente Allen, derivava da una perdita di entusiasmo a causa delle nuove modalità di fruizione in streaming: «Un tempo, quando facevo un film, questo andava al cinema in tutto il Paese». Il regista continua poi a spiegare il suo stato d’animo: «Non è lo stesso, non è altrettanto piacevole per me. Non mi diverto più come prima, quando faccio un film e lo porto in sala. Era una bella sensazione sapere che c’erano cinquecento persone a vederlo. Non so come mi fa stare ora fare film. Ne farò un altro e vedrò come mi sento».

Intanto le riprese di Wasp 22, come ha mostrato sul suo profilo Instagram, sono terminate. Il titolo non è ancora definitivo, ma nonostante ciò, quello che passerà alla storia come “il 50esimo film” potrebbe arrivare già nella prima parte del 2023. Nel corso dell’intervista rilasciata al Jounal de Dimanche ha raccontato anche il suo modo di approcciarsi al cast. I cui protagonisti, in questo caso, sono Lou de Laage, Niels Schneider, Melvill Poupaud e Valerie Lemercier.

Non dirigo, correggo. Non voglio avvelenare il loro spirito con delle mie idee. Arrivano, leggono la sceneggiatura e sono delle persone intelligenti, sanno quello che devono fare. In sessanta’anni di carriera ho imparato che il loro istinto è spesso migliore del mio. Mi è successo frequentemente di vedere un attore non girare una scena come l’avevo immaginata e di essere inizialmente deluso, prima di rendermi conto al montaggio che aveva ragione lui e tenere la sua versione. Gli attori sono sempre stati gentili con me, non ho mai litigato”.

Rossella Di Gilio

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