Woody Allen e l’umorismo ebraico di un ateo

“La religione è l’oppio dei popoli”: così scriveva Karl Marx nel 1843 e così recitò nel 1987 lo zio Abe di Radio Days. Seppur nato e cresciuto in una famiglia ebrea, in questo caso Woody Allen non professa ammirazione nei confronti della religione, ma la racconta tra tradizioni e contraddizioni. Nulla di dissacrante, a meno che non si consideri la sua autoironia mera e crudele blasfemia.

Il racconto dell’ebraismo è una costante nelle pellicole del regista. La sua infanzia a Brooklyn ha influenzato profondamente i temi e le atmosfere in cui si consuma il suo sarcasmo. Le battute di Allen e le gag comiche rientrano in quello che viene definito “umorismo ebraico”. Nessuna connotazione antisemita, ma critica nei confronti di qualcosa che ha profondamente segnato la sua educazione.

Lo stesso cognome del regista testimonia le sue origini israeliane. Il suo nome all’anagrafe è, infatti, Allan Stewart Königsberg. Un cognome significativo che identifica la sua provenienza geografica. Königsberg era infatti una città della Prussia Orientale, luogo dal quale sembra provenga la famiglia del padre. La infanzia di Woody si consuma in un quartiere abitato quasi interamente da ebrei.

Lui stesso frequenta per otto anni la scuola pubblica ebraica, imparando a leggere e scrivere lo yiddish. E’ profondamente sommerso nella cultura ebrea, tanto che durante la giovane età non viene a contatto con pensieri antisemiti. Nonostante ciò, si allontana dalla religione in giovane età. Lo fa con la consapevolezza di non credere nell’esistenza di un essere superiore, di non avere prove concrete della sua esistenza.

Religione e “Umorismo ebraico” nei suoi film

Il suo essere ateo è evidente nella maggior parte delle sue produzioni. E’ un motivo che ricorre accompagnato dai mille dubbi dei protagonisti sull’esistenza umana e di conseguenza sulla morte. Nel film del 1975 “Amore e guerra” lo stesso Allen si avventura in un discorso filosofico sull’esistenza di un essere superiore e recita: “Potessi vedere un miracolo! Solo, solo un miracolo! Un passaggio del Mar Rosso o una resurrezione o mio zio Sasha offrire un pranzo”.

In questa frase è racchiuso il pensiero di Allen sulla religione e l’ironia che dedica all’argomento. Non solo mette in dubbio l’esistenza divina, ma lo fa ricorrendo al famoso “umorismo ebraico” con la battuta sullo spilorcio zio ebreo. Il pregiudizio ormai consolidato sulla presunta tirchieria del popolo ebraico viene confermato con l’intento di fare della parodia. Il sottile collegamento tra religione nel toto del suo significato e ebraismo nello specifico è qualcosa che ha uno scopo ben preciso.

Woody Allen in "Amore e guerra" - Photo Credits: Movieplayer
Woody Allen in “Amore e guerra” – Photo Credits: Movieplayer

Il regista sottolinea come non ci sia alcuna differenza tra una religione ed un’altra. Entrambe si rivolgono ad un’unico Dio. Negli anni 2000, durante un’intervista rilasciata a Paolo Bonolis, Woody Allen comparò la Religione alla politica. La definì un’organizzazione per imporre delle regole ben precise ai suoi credenti. Un’escamotage per far si che le persone appartenenti ad una determinata religione non si mischino con quelle di un’altra. Parole che rievocano certamente il pensiero di Marx.

Il regista non ha mai criticato la libertà individuale di professare una religione, ma semplicemente espresso il suo punto di vista attraverso un discorso filosofico. La religione, infatti, c’è e compare nelle sue pellicole, non viene mai esclusa dal suo racconto cinematografico. I suoi costumi, i suoi usi e i pregiudizi sociali su di essa sono ben rappresentati. Woody Allen ironizza personalmente sull’ebraismo, ma lascia che siano a criticarlo anche i cattolici americani, come avviene in “Io e Annie“.

Woody Allen si veste da religioso per poter ironizzare meglio sull’argomento. Diventa un rabbino dopo l’iniezione di un vaccino in “Prendi i soldi e scappa“. Sottolinea gli stereotipi sulla religione ebraica, prendendone nel contempo le distanze. Comicità e religione sono due elementi fondamentali del suo essere profondamente e brillantemente ateo.

Woody Allen e Diane Keaton in "Io e Annie" - Photo Credits: Movieplayer
Woody Allen e Diane Keaton in “Io e Annie” – Photo Credits: Movieplayer

Marta Millauro

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