Wrestling Amarcord: dal Catch al Wrestling nelle TV italiane

Il wrestling, fra alti e bassi, è sempre stato una costante nei palinsesti delle emittenti nostrane. In questo special di Wrestling Amarcord ripercorreremo la storia dei programmi a tema wrestling proposti dai canali in chiaro italiani.

Gli anni ’70 e il Catch:

Fra la fine degli anni 70 e i primi anni 80 nascevano le prime reti televisive che si andavano a distaccare da quelle nazionali.Il proliferare di emittenti minori,quasi tutte regionali,portò sullo schermo alcuni programmi mai visti prima tra cui il catch,uno sport – spettacolo di combattimento che aprirà poi la strada al più popolare wrestling americano.

Sebbene queste  proponessero incontri già datati vi un grande interesse da parte dei telespettatori. Per la prima volta conoscevamo personaggi come Antonio  Inoki ,Tatsumi Fujinami ,Il gigante Andrè The Giant ,Tiger Mask e un giovane Hulk Hogan. Il catch proponeva non soltanto gli atleti maschili ma anche quelle femminili come Jackie Sato, Mimi Hagiwara,Monster Ripper, Dump Matsumoto e tante altre.

Nei primi anni il materiale proposto era di scarsa quantità e molto spesso erano mandate in onda repliche di incontri anche a distanza di breve termine. Non disponendo di commentatori più blasonati queste emittenti tv si affidavano a personaggi per l’epoca sconosciuti .Tra questi il nome che maggiormente diede il proprio contributo nelle telecronache fu Tony Fusaro che conduceva il programma Catch the catch; adattò i nomi della mosse rendendole comprensibili anche al pubblico meno smaliziato come il Volo dell’angelo,Il Laccio Californiano e La Svastica.

Il Wrestling WWF:

Già da anni negli Stati Uniti era proposto il Wrestling,una variante del catch più scenografica e acrobatica che fu per alcuni nomi famosi del wrestling, come per esempio  Hulk Hogan,Andrè The Giant e Bret Hart, un trampolino di lancio. Passati dai circuiti giapponesi a quelli americani questi lottatori raggiunsero in un tempo relativamente breve una fama mondiale apparendo sempre più frequentemente  nei maggiori eventi della storia del wrestling.

Quando l’interesse per il wrestling va per la maggiore, sarà Italia 1 a trasmettere gli incontri della WWF.Dan Peterson,un ex allenatore di pallacanestro, condurrà il programma fra la seconda metà degli anni ottanta e i primi novanta proponendo  una telecronaca molto vivace.Inoltre essendo di madre lingua americana traduceva i dialoghi tra i lottatori dando ancora maggior risalto al carattere dei wrestlers.Nella sua ultima stagione come telecronista di wrestling venne affiancato Christian Recalcati. 

La fine dell’era di Dan Peterson :

Il wrestling nella seconda metà degli anni novanta non venne proposto nei canali in chiaro. Dovremmo infatti aspettare il 1999 per rivedere questa disciplina sulle nostre emittenti; sarà ancora Italia 1 a proporre il wrestling, questa volta trasmettendo gli show della WCW. Le puntate proposte il sabato pomeriggio, proprio come per il catch negli anni settanta, non erano in linea temporale con gli Stati Uniti ma in ritardo di circa sei mesi. Visto lo scarso successo della trasmissione venne ben presto cancellato dal palinsesto di Italia 1.

Nel 2002 la Mediaset, sempre su Italia 1, proporrà la domenica mattina WWE Velocity, commentato da Giacomo Valenti e Christian Recalcati. Lo show fu un successo totale e la Mediaset decise di acquisire i diritti di messa in onda di Smackdown proponendolo il sabato in prima serata nel 2005. Fra il 2004 e il 2007 il wrestling godrà di una popolarità immensa in Italia al punto da trovare gadget della WWE ovunque.

Il wrestling WWE arrivò anche su Sportitalia dove Stefano Benzi conduceva WWE News; lo show, della durata di mezz’ora andò in onda dal 2004 a il 2009 proponeva una disamina molto attenta degli spettacoli della compagnia di Stamford. WWE News terminò nel 2009 con l’abbandono di Stefano Benzi. A complicare le cose c’è stato un deterioramento dei rapporti tra la  WWE e Sportitalia: nel febbraio del 2011 quest’ultima è stata infatti accusata di non aver rispettato alcuni accordi economici presi con la federazione negli anni precedenti. Il processo risolutore, tenutosi a Stamford nel luglio del 2012, ha decretato che l’emittente italiana avrebbe dovuto versare oltre mezzo milione di dollari nelle casse della WWE.

Il suicidio di Chris Benoit, che sterminò anche la sua famiglia, portò alla cancellazione di Smackdown che, nella seconda metà del 2007, non godeva più del successo di un tempo.Da allora il wrestling non venne più trasmesso su Italia 1 ma dal 2011 Smackdown viene trasmesso su Cielo mentre Raw su Italia 2.

 

LUIGI FRANCESCHETTI

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