Cinema

Xavier Dolan: i tre film da non perdere dell’enfant prodige di Montréal

Xavier Dolan ha esordito come regista a soli 19 anni con il lungometraggio J’ai tué ma mère nel 2009. Da allora è stato etichettato ragazzo prodigio della settima arte ed è diventato noto in un contesto internazionale. Da Venezia a Hollywood, il suo talento e la sua capacità di caratterizzare i personaggi, di realizzare trame ed intrecci pieni di pathos vengono unanimemente riconosciuti.
Anche se ultimamente preferisce dedicarsi alla recitazione e alla sua carriera di attore, ecco a voi tre film firmati da un giovanissimo Xavier Dolan ed assolutamente da non perdere.

J’ai tué ma mère (2009)

Come suggerisce il titolo dai toni freudiani, siamo nel bel mezzo di un teso rapporto madre-figlio. Chantale e Hubert sono i protagonisti di un racconto sfaccettato e mutevole. Chantale è divorziata dal padre di Hubert che riesce a vederlo soltanto in rare occasioni. Sembra questa la motivazione alla base del loro teso rapporto, che porta il ragazzo a rivelare bugie estreme, come dire ai suoi insegnanti che la madre è effettivamente morta. O ancora: a voler andare a vivere da solo, anche se soltanto adolescente, o a nascondere la propria omosessualità alla madre. Crudo, struggente, sincero il viaggio di Hubert nella metro, di ritorno a casa dalla madre sotto l’effetto di anfetamina:

-Quando ero nella metro, lì, ti ho pensato così tanto. Ti ho pensato con tutti quei graffiti e i colori e…
-Era sporco.
-Era bello. Era così talmente bello.

Laurance Anyways (2012)

Quando si dice “doloroso, ma necessario”. Questa è la storia della rivoluzione personale di Laurance e dell’ex fidanzata Fred. La svolta, ovvero il cambio di sesso di Lauranc,e coinvolge e travolge entrambi, costringendoli a rivedere e reinterpretare tutto quanto è accaduto nelle loro vita fino a quel momento. Il profondo sentimento che li unisce; il tormentato cammino che li attende su un terreno comune, di messa in discussione di se stessi, è catturante, straripante, esuberante e urla. Urla forte. Un’altra relazione patologica tra i protagonisti portata sullo schermo da Xavier Dolan che sa come far dialogare i suoi personaggi con sceneggiature che ti coinvolgono, ti trascinano, ti bruciano, ti sanno fare male. E far dubitare che allora, forse, tutti noi abbiamo relazioni patologiche con qualcuno che consideriamo il nostro prolungamento.

Mommy (2014)

Quinto film di Xavier Dolan, fortemente acclamato dalla critica, rappresenta anche la grande svolta del giovane regista canadese. Se J’ai tué ma mère era dramma, questo lo è altrettanto, e all’ennesima potenza. La pellicola racconta la vicenda di una madre che fa i conti con i problemi comportamentali del figlio. I due vivono un rapporto estremamente potente e condizionante, un amore complesso e totalizzante. Die, ovvero Mommy, è una madre single che lotta per affrontare suo figlio Steve, così dolce ma al tempo stesso dal carattere profondamente volubile.
Quando Steve viene espulso da scuola, Die decide di istruirlo a casa e chiede aiuta alla vicina Kyla, una tipa solitaria. Il trio, che potremmo definire disadattato, dà vita ad un nucleo familiare alternativo: la disperazione delle loro situazioni individuali si alleggerisce, quasi scompare, grazie alla ritrovata dimensione collettiva.

Giorgia Lanciotti

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