Oggi parleremo di Yom HaShoah (יום השואה yom hash-sho’āh), ovvero la “Giornata del ricordo dell’Olocausto”, che ricorre il 27esimo giorno di Nissan, secondo il calendario ebraico: esattamente come per la Giornata della Memoria, si tiene ogni anno in ricordo dei 6 milioni di ebrei che furono uccisi durante l’Olocausto dai nazisti.

La ricorrenza viene celebrata quest’anno martedì 21 aprile. In Israele tutta la giornata Yom HaShoah è dedicata alla memoria di chi è scomparso nella Shoah. A Parigi viene effettuata una lettura pubblica dei nomi dei deportati ebrei di Francia davanti al Muro dei Nomi: 76000 nomi saranno pronunciati, uno a uno, ogni uomo, donna, bambino deportato.

Ricordare e non ignorare

Ora, anche se tutti siamo ben consapevoli dell’importanza della Yom HaShoad, molti ugualmente storceranno il naso, si chiederanno perché continuare a sottolineare questi eventi storici; la risposta è, banalmente, che l’ignoranza dilaga ed è pericolosa.

Pensate che tra il 2004 e il 2020 gli italiani che negano l’Olocausto sono passati dal 2,7 al 15,6%, mentre 16,1% è la precentuale degli italiani sminuisce la portata della Shoah. L’informazione, dunque, è importante, e così noi di Metropolitan Magazine abbiamo deciso di parlare di questo tema con un’esperto: Federica Pannocchia, Presidente e fondatrice dell’Associazione Un ponte per Anna Frank.

Yom HaShoah - Federica Pannocchia - Associazione Un Ponte per Anna Frank
Yom HaShoah – Federica Pannocchia – Associazione Un Ponte per Anna Frank

MM : Tutti conosciamo la giornata della memoria del 27 gennaio. Tuttavia la Comunità Ebraica celebra analogamente questo 21 aprile il ricordo di quegli eventi, giusto?

F.P. : Esatto, Yom HaShoah o “Giornata del ricordo dell’Olocausto” si tiene ogni anno: è una giornata importantissima in ricordo dei 6 milioni di ebrei che furono uccisi durante il dramma della Shoah. E’ un modo per sentirsi ancora più uniti nel ricordo, nel testimoniare, nell’imparare dagli errori del passato affinché sia possibile oggi costruire una società migliore, abbattendo ogni forma di discriminazione e indifferenza, e per portare giustizia a tutte le vittime.  Naturalmente, però, penso che sia fondamentale ricordare ogni singolo giorno, affinché sia davvero possibile sapere, non dimenticare, riflettere e costruire. Per promuovere la pace, il rispetto, la tolleranza e l’inclusione oggi.

MM : L’Associazione di volontariato Un Ponte per Anne Frank si occupa proprio di questo: tener viva la memoria. Come operate in tal senso?

F.P. : La nostra Associazione – che con onore è il Partner Italiano de La Casa di Anne Frank di Amsterdam – lavora quotidianamente per tenere viva la Memoria proprio partendo dalla vita di Anne Frank, la cui storia è conosciuta mondialmente. Grazie alla sua storia ci è possibile dare voce a tutte le vittime. E’ nostro impegno testimoniare quanto è stato, raccontare, incoraggiare a sapere e a riflettere. La nostra Associazione è stata costituita con il pieno supporto di Buddy Elias (cugino di Anne Frank) ed è un onore immenso per noi.

Gli ideali di Anne Frank sono ancora così importanti proprio perché sono ancora attuali: è nostro impegno, attraverso la Memoria, lottare contro ogni forma di discriminazione e indifferenza e incoraggiare a farlo. Anne Frank era una ragazzina normale, speciale è stato il modo in cui ha affrontato la sua vita. Ecco che penso che sia meraviglioso avvicinare sempre più giovani (ma non solo) alla vita di Anne Frank, anche in un periodo difficile come quello che stiamo affrontando, proprio perché attraverso la voce di Anne è possibile trarre conforto e continuare a sperare.

Lavoriamo a 360° grazie ai nostro volontari e a tutte le persone che ci supportano e che ci permettono di essere sempre più d’impatto, e per le quali sono molto grata. Collaboriamo con scuole, Comuni, biblioteche e Associazioni in tutta Italia. Ci avviciniamo agli studenti e alla cittadinanza con laboratori, mostre itineranti, Viaggio della Memoria Promemoria_Auschwitz… e abbiamo progetti mirati anche per i bambini – italiani e non – che vivono situazioni di disagio oggi. Inoltre, a breve usciranno anche molti nuovi progetti che non vediamo l’ora di poter condividere con tutti voi!

Yom HaShoah - Federica Pannocchia - foto da : Nuovapagine.it
Yom HaShoah – Federica Pannocchia – foto da : Nuovapagine.it

MM : Perché è importante, oggi come allora, ricordare? E soprattutto cosa e come ricordare?

F.P. : Ricordare è importante per conoscere la nostra Storia e per sapere come affrontare il nostro presente e il nostro futuro. Per non commettere gli stessi errori del passato, per portare giustizia e per dare voce a chi non ne ha una. Il periodo storico in cui stiamo vivendo è spesso molto difficile. Vi sono numerose vicende di odio e spesso vi sono atteggiamenti anti-semitici. E’ necessario saper combattere contro tutto ciò con l’amore ma anche con la consapevolezza, e se non ricordiamo, se non conosciamo il nostro passato allora non possiamo neanche avere le armi necessarie per difendere i nostri pensieri e i nostri ideali oggi.

E’ possibile ricordare in numerosi modi: attraverso letture di testimonianze, incontri con Sopravvissuti al dramma della Shoah, documentari, film, visite ai luoghi della Memoria, momenti di confronto, ricerche, spettacoli…ognuno può scegliere il proprio modo per non dimenticare. Quello che ci tengo sempre a dire agli studenti nelle scuole ma anche agli adulti è di far sentire la propria voce. Di prendere posizione. Di essere noi oggi i testimoni della Memoria e di dare voce alle vittime della Shoah, battendoci per coloro che sono vittime di discriminazione, che sono emarginati, che non si sentono inclusi. Ognuno di noi può fare la sua parte. Il valore della Memoria è importantissimo, non dobbiamo dimenticarlo mai. Perché la Storia, oggi, siamo noi.

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