Dopo il divieto di partecipare ai concerti di Youngblud, per Theresa Foley, donna accusata di stalking nei confronti dell’artista di Doncaster, è stato emesso un mandato di arresto.

La Foley è accusata di aver violato i termini di un ordine restrittivo di cinque anni contro lo stalking, emesso dal tribunale di South Yorkshire lo scorso gennaio, per aver urlato contro i fan in coda per vedere la star esibirsi a Londra ad aprile. Lo scorso 18 maggio, la Foley avrebbe dovuto comparire davanti ai magistrati di Highbury Corner con l’accusa di aver violato l’ordine, ma non si è presentata. I magistrati hanno emesso un mandato e autorizzato la polizia ad arrestarla. In base ai termini dell’ordinanza, emessa dopo che la polizia ha presentato prove di comportamenti riconducibili allo stalking, la donna non può tentare di contattarlo né recarsi nei locali in cui lui si esibisce, e non deve creare o diffondere post sui social media riguardanti il cantante.

Yungblud, Theresa Foley la donna accusata di stalking nei confronti dell’artista, ha violato i termini di ordine restrittivo

Il procuratore Tom Gill ha dichiarato in tribunale che la Foley, nota anche come Lucie Black, è stata accusata di aver violato l’ordinanza entro tre mesi dalla sua emissione, recandosi al locale Here At Outernet nel West End di Londra mentre i fan di Yungblud erano in coda per entrare a uno dei suoi concerti. L’artista ha tenuto due concerti presso il locale Outernet in Charing Cross Road il 3 aprile, prima dell’inizio del suo tour mondiale Idols, che è ora nella tappa statunitense. A quanto pare, i fan dell’artista le avrebbero messo un cono stradale in testa dopo che la Foley avrebbe iniziato a lanciare insulti.

La donna non si sarebbe presentata in tribunale quando il suo caso doveva essere discusso per la prima volta all’inizio di maggio. Avrebbe inviato un’e-mail al tribunale dicendo di avere “paura” di presentarsi in aula, sostenendo di aver contratto il Covid-19 e un altro virus non specificato, e ha chiesto un rinvio. Ha inoltre esortato il tribunale a revocare l’ordine restrittivo. I magistrati hanno quindi acconsentito a rinviare l’udienza al 18 maggio.