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Zack Snyder non è un buon regista – parte 3: 300

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Terzo appuntamento con la nostra rubrica sulle opere del regista di Green Bay. Zack Snyder torna oggi con il suo epico war drama, 300.

300 arrivò sugli schermi cinematografici di tutto il mondo il 9 marzo 2007, ma già da prima la critica era divisa. Presentato al Festival di Berlino in anteprima a febbraio, il film aveva ricevuto sia applausi che sonori fischi. Dopo l’uscita, ha continuato a dividere i critici, ma il pubblico sembrò convinto: ben 456 milioni $ incassati, a fronte di un budget di 65. Poco sorprendente, considerato il target a cui si rivolgeva il film. Un target al di fuori del quale, però, 300 ha ben poco da offrire.

Questa è Sparta!

Zack Snyder non è un buon regista - parte 3: 300
Leonida (al centro) e Gorgo (a destra) – Photo credits: web

Nel 480 A.C., Leonida, re di Sparta (Gerald Butler) si ritrova a dover fronteggiare l’arrivo degli invasori persiani. Senza l’appoggio del consiglio cittadino, Leonida può fare affidamento solo su trecento soldati che difenderanno lo strategico passo delle Termopili da più di un milione di nemici.

La trama di 300, ormai nota a tutto il mondo, si rifà al reale evento della battaglia delle Termopili. Ovviamente, con un abnorme numero di inesattezze storiche volte a romanticizzare oltremodo la narrativa proposta dal film. Non che questo sia un problema: guardare 300 attendendosi una ricercata pellicola storica è fallace alla base. La stessa graphic novel da cui è tratto, in effetti, è a sua volta basata su L’eroe di Sparta (The 300 Spartans in originale), film del 1962.

Snyder, come suo solito, ci accoglie sin da subito con una fotografia, curata da Larry Fong, che stravolge i colori del mondo reale. Giallo, rosso e nero sono preponderanti, allo scopo di imitare il color palette del fumetto originale. I green screen sostituiscono ogni idea di scenografia, e schizzi di sangue in post-produzione adornano le cruente battaglie dei protagonisti. Il trucco e gli effetti speciali creano mostri e orrori indicibili. La colonna sonora di Tyler Bates, con tamburi orchestrali e ottoni, è epica quanto serve. Tutto quello per cui, in fondo, si è pagato il biglietto.

I (non proprio) 300 spartani

Nonostante il nome sottintenda la presenza di trecento soldati, solo pochi personaggi riescono ad essere degni di menzione. In primo luogo il già citato re Leonida, ma anche sua moglie, la regina Gorgo (Lena Headey), che si ritrova coinvolta in un bizzarro intrigo politico con Terone (Dominic West). Tra i soldati, sono degni di nota forse soltanto il cantastorie Delios (David Wenham), il capitano Artemis (Vincent Regan) e il selvaggio Stelios (Michael Fassbender). Il re dei persiani, Serse (Rodrigo Santoro) è un orrido gigante il cui volto è ricoperto di piercing e mascara. La sua eccentricità, se così la si può chiamare, è condivisa dalle sue truppe, nel migliore dei casi deformi.

300 scogliera
La celebre scena della scogliera – Photo credits: web

A questo punto, cominciano ad emergere problematiche non di poco conto. 300 convince quando i personaggi combattono: chi è appassionato di cinema d’azione non può che essere rapito dal modo in cui i rallenty esaltano la forza dei colpi dei soldati. Difficile rimanere indifferenti di fronte a scene come Leonida che, come in trance, falcidia i persiani con pochi fendenti, o ai nemici spinti dalla falange giù da una scogliera. 300 non convince quando i suoi personaggi parlano, sembrando più pro-wrestler che portano avanti un feud che soldati. One-liner d’effetto, spacconate e provocazioni sono tutto quello che questi individui sanno proporre.
300 comincia a diventare fastidioso quando, sotto la superficie kitsch e semplicistica di un film d’azione rivolto a quindicenni amanti della violenza, emerge un sottotesto razzista.

Est contro ovest

Gli spartani sono liberi, felici, belli e palestrati. I persiani sono schiavi, crudeli, brutti e deformi.
Questo emerge dal guardare 300 con un po’ più di attenzione, proponendo una visione che, in un periodo come quello in cui venne distribuito, risulta impossibile da non rapportare al mondo reale. Gli spartani sono il mondo occidentale, che seppur con qualche difetto, è il posto migliore dove vivere; l’oriente è pericoloso e cattivo, pieno di individui brutti e strani che schiavizzano la gente. Certo, a Sparta frustano i bambini e li mandano a cacciare lupi, senza vestiti, in pieno inverno, ma sembra essere una cosa positiva. Probabilmente, qualcuno lo considererebbe solo un metodo educativo un po’ spinto.

Anche provando a vedere ciò come una kalokagatia invertita, risulta difficile crederci fino in fondo. I pochi spartani malvagi sono anch’essi belli, e l’unico di essi deforme lo è unicamente per giustificare il prosieguo della trama.
Gli ateniesi, noti per il loro pacifismo, sono invece definiti “effemminati” da Leonida, dipinti come deboli e codardi nel resto della storia, in grado soltanto di combattere a supporto degli spartani. Rispetto ad essi, non condividono fisici scolpiti e capigliature folte, ma almeno hanno occhi, naso e bocca al posto giusto.

Forse l’unica dote salvifica di 300 è mostrare donne che sanno cavarsela da sole. Gorgo riceve un suo arco narrativo, creato appositamente per il film, in cui palesa la sua forza e la sua tenacia. Purtroppo è anche inutile ai fini della trama, ma è quanto di meglio Snyder abbia proposto con un personaggio femminile, prima del fanservice mascherato da film noto come Sucker Punch.

La prima parte
La seconda parte
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