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Zona rossa, ecco cosa si può fare: negozi, bar, spostamenti

Da lunedì 15 marzo entreranno in vigore nuove misure per contrastare i contagi da Coronavirus. Molte regioni torneranno in zona rossa. Il rischio è alto e si devono adottare on urgenza misure più ferree per contenere i contagi ed evitare la diffusione delle varianti. Governo e regioni si incontreranno prima di decidere l’eventuale cambio di colore, che sembra molto probabile. Cerchiamo di capire allora cosa sarà permesso e cosa no qualora il Paese diventasse rosso.

Quali negozi saranno aperti?

Ad eccezione dei negozi di generi alimentari e di prima necessità e dei mercati per la vendita di prodotti agricoli e vivaistici, dove sarà consentito l’accesso a un solo componente per famiglia, in zona rossa le attività commerciali resteranno chiuse (compresi barbieri e parrucchieri). Aperti invece farmacie, parafarmacieedicole e tabaccai

Bar e ristoranti

Per quanto riguarda bar e ristoranti, in zona rossa è vietato consumare cibi e bevande all’interno e all’esterno del locale. Sarà permessa la consegna a domicilio senza limiti di orario e la consumazione negli alberghi e nelle altre attività ricettive per i soli clienti ivi alloggiati. La vendita con asporto è, invece, consentita fino alle 22.

Gli spostamenti

Ci si potrà spostare per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità anche verso un’altra regione o provincia autonoma e sarà consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione e quello nelle seconde case dentro e fuori regione. Ci si potrà spostare verso altre abitazioni private per motivi di lavoro, necessità o salute e, nell’ambito del territorio comunale ed entro la fascia temporale 5:00-22:00, una volta al giorno nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle già conviventi (oltre ai minori di anni 14 e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi). Tra le 5:00 e le 22:00 sono permessi anche gli spostamenti per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini per i comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti. Esclusi i capoluoghi di provincia.

Scuola e università

In zona rossa sono sospese tutte le attività didattiche, che si svolgono esclusivamente in Dad, ovvero con modalità a distanza. Resta la possibilità di effettuare alcune attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per alunne e alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Resta indubbio però che tutte le attività eventualmente previste in presenza dovranno svolgersi nel rispetto dei protocolli, specificamente dedicati alle università.

Passeggiate, sport, palestre e piscine

Passeggiate permesse vicino a casa con la mascherina e attività sportiva da soli. Attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali sono sospese, fatta eccezione per le prestazioni essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del Coni o del Cip. Allo stesso modo, sono sospese l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati all’aperto e al chiuso.

Gaia Radino

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