Arte e Intrattenimento

16 settembre, si festeggia San Cipriano: il Padre della Chiesa

Il 16 settembre si festeggia San Cipriano, vescovo di Cartagine, scrittore romano e martire. Il Santo viene venerato dalla Chiesa cristiana come il Padre della Chiesa. Ripercorriamo insieme la vita del Santo e il suo martirio.

La vita di San Cipriano

Purtroppo non abbiano notizie sulla data d nascita e suoi particolari della sua gioventù. Sappiamo che la sua conversione e il battesimo avvenne in età matura. Era un uomo ben conosciuto nella sua Cartagine soprattutto per le sue doti oratorie. Il diacono Ponzio ci racconta come Cipriano di Cartagine si convertì. La sua conversione si deve ad un anziano presbiterio chiamato Ceciliano, che ospitò il giovane. Ceciliano, in punto di morte, affidò a Cipriano la cura della moglie e della famiglia.

Ben presto decise di vivere in castità e di dare i suoi redditi ai poveri. Vendette tutte le sue proprietà, compresi i giardini che possedeva a Cartagine. Pare però che i suoi amici abbiano riacquistato queste proprietà e che glieli abbiano restituiti. Tuttavia, con l’inizio delle persecuzioni, gli rivendette tutti.

Cipriano era all’inizio del suo percorso spirituale quando fu acclamato vescovo di Cartagine. Nonostante avesse rifiutato la carica, il popolo lo costrinse ad accettarla.

Le persecuzioni e il martirio

Le persecuzioni iniziarono molto presto, si ipotizza intorno al 250 a.C, 5 anni dopo elezione come vescovo. Il primo imperatore romano a perseguitare il vescovo di Cartagine e i cristiani in tutto l’impero fu Decio. I cristiani vennero uccisi in maniere spaventose: bruciati vivi, bambini torturati, donne violentate, persone lapidate. La seconda ondata importante di persecuzioni avvenne 7 anni dopo circa. L’impero era circondato da barbari. L’imperatore Valeriano decise di riaccendere l’odio.

Il 30 agosto 257, Cipriano, conosciuto in tutto il mondo cristiano, fu condotto di fronte al proconsole Paterno che lo sottopose a un terribile interrogatorio. Le dichiarazioni del Santo sono tuttora leggibili e formano la prima parte degli Acta proconsularia del suo martirio. Cipriano si proclamò cristiano e vescovo e il proconsole lo esiliò. A settembre si recò a Curubis, accompagnato da Ponzio. In città, i cristiani venivano trattati con misure molto severe: i vescovi erano condannati ai lavori forzati, gli venivano tagliati i capelli e il cibo e vestiario erano insufficienti.

Nell’agosto 258, l’imperatore condannò a morte il papa Sisto II. Cipriano si decise di andare a Roma, dove però venne imprigionato e condannato a morte. I carnefici decisero che sarebbe dovuto morire proprio nella sua città natale. La mattina del 14 settembre, due princepes lo portarono nei suoi giardini a Cartagine. Fu gettato a terra in una cavità circondata da alberi, su cui molte persone guardavano. Cipriano si tolse il mantello e iniziò a pregare, quando improvvisamente il carnefice gli tagliò la testa. Per il resto del giorno il suo corpo fu esposto per soddisfare la curiosità dei pagani. Fu il primo vescovo di Cartagine ad ottenere la corona del martirio.

Federica Tocco

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