Oggi, 17 Marzo 2013 il neo eletto Papa Francesco veniva accolto da migliaia di fedeli per la recita del suo primo Angelus.

“Dopo il primo incontro di mercoledì scorso, oggi posso rivolgere di nuovo il mio saluto a tutti! E sono felice di farlo di domenica, nel giorno del Signore! Questo è bello è importante per noi cristiani: incontrarci di domenica, salutarci, parlarci come ora qui, nella piazza. Una piazza che, grazie ai media, ha le dimensioni del mondo…”

Estratto del discorso

Così iniziava il primo Angelus di Papa Francesco. Il Papa argentino eletto 10 anni fa dopo le dimissioni del Papa emerito Benedetto XVI. Era il 10 marzo 2013 quando veniva eletto per la prima volta un Pontefice americano e gesuita. Sceglieva di chiamarsi “Francesco“, in omaggio al Santo di Assisi. I viaggi, la lotta alla pedofilia, la coabitazione con Benedetto XVI, le posizioni su aborto e omosessuali. Il Metropolitan Today di oggi è dedicato proprio a questa ormai domenica storica.

Papa Francesco, il primo Angelus

17 marzo 2013 primo angelus di papa francesco_VaticanNews
17 marzo 2013 primo angelus di papa francesco_VaticanNews

17 Marzo 2013. Roma. Mille vigili urbani, 700 volontari della Protezione Civile, 300 addetti Ama e coordinato i lavori dell’Ares 118. Sono state potenziate al massimo le linee della Metropolitana a supporto  degli spostamenti dei fedeli. Si è registrato che solo la metro A ha contribuito trasportando, fino alle 14, oltre 150.000 persone. Questi i numeri di quella domenica storica di 10 anni fa, quando Papa Bergoglio si affacciava per la prima volta dalla finestra e pronunciava il suo primo Angelus.

Una buona parte del discorso fu eseguito a braccio, usando la sola lingua italiana e il tono appassionato, un po’ inconsueto, rispetto a quello di Benedetto XVI a cui i fedeli erano abituati. Il primo Angelus di Papa Francesco è così una sorpresa per gli oltre 150 mila fedeli raccolti sotto la finestra del Vaticano per sentire parlare di misericordia. “Se Dio non perdonasse tutto il mondo non esisterebbe”. La folla ha subito acclamato le parole del Pontefice alla finestra, da dove è stato esposto lo stendardo, ancora privo dello stemma papale.

17 Marzo 2013: un Angelus che parla di misericordia e dai toni caldi ed accoglienti

Ho scelto il nome del patrono d’Italia, Francesco d’Assisi, e ciò rafforza il mio legame spirituale con questa terra dove sapete ci sono le origini della mia famiglia”.

Un susseguirsi di boati di applausi accoglie le parole del neo eletto Papa.  Un Papa che in qualche modo segna una rottura con le epoche precedenti. Argentino, è il primo Pontefice a venire dall’America, oltre a essere il primo gesuita a capo del Vaticano. I suoi primi 10 anni di pontificato ci consegnano l’immagine di un Papa sobrio, nei costumi e nei modi. In apparenza rivoluzionario su alcune posizioni, come quelle sulla comunità Lgbtq+, anche se alla fine non è però arrivato a stravolgere del tutto  i dogmi della Chiesa su grandi temi.

Le doti di oratore di Bergoglio, che seduce l’animo dei fedeli e chiede loro partecipazione alla vita cristiana, si fanno chiare da quel primo Angelus. Così come il ricorso agli aneddoti. La conclusione dell’Angelus è ancora una volta un richiamo al popolo di fedeli: “Non c’è peccato che Dio non perdoni: siamo noi che talvolta ci stanchiamo di chiedere perdono“. Parole per scuotere il torpore del cristiano che di fronte alle sfide della secolarizzazione abbassa la guardia rispetto al richiamo di partecipare al cammino di fede. E infine il saluto, forse la parte più insolita di tutto il suo primo discorso. Un saluto al quale adesso siamo abituati e quasi ci sembra ovvio: “Buon appetito!“.

Ilaria Festa

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