Cinema

25 anni di “Into the Wild”, storia di uomini e natura

cinegreen è la rubrica ambientalista per quei cinefili che vedono il cinema a colori e la vita in verde

Il viaggiatore Christopher McCandless aveva ventidue anni quando partì per l’Alaska, e ne aveva ventiquattro quando morì. Chi non ha letto la sua storia, pubblicata in un libro il 13 gennaio del 1996, ha però forse visto quell’adattamento omonimo di Sean Penn che la ripercorre sullo schermo. Into the Wild – Nelle terre selvagge (2007) è ormai un cult per cinefili, ed è anche una guida (da leggere con intelligenza), per tutti coloro che, come Supertramp, sono stanchi della città e vogliono perdersi nella natura incontaminata. Quale miglior titolo per inaugurare la nostra rubrica?

Il film (disponibile su Prime Video, per chi se lo fosse perso), così come il libro scritto da Jon Krakauer (vedi giù), si rifa al diario di viaggio di McCandless e ai resoconti di tutte quelle persone che il giovane avventuriero incontra lungo il suo cammino dagli Stati Uniti del Sud verso Nord.

Sotto lo pseudonimo di Alexander Supertramp, Christopher procede senza esperienza, senza soldi. Suoi fedeli compagni saranno solo i generosi incontri e quei libri che lo hanno formato. Tra questi la Bibbia dei moderni ecologisti, quel Walden di Thoreau (sempre giù) che torna e ritorna nella voce fuoricampo della sorella. Un nome ripetuto come parola sacra, un suono che scandisce il mitico viaggio verso l’Alaska, terra di natura e non di uomini.

Into the Wild - Photo Credits: Dolce Vita Magazine
La celebre foto che ritrae Supertramp appoggiato al Bus 142 che fu la sua casa in Alaska – Photo Credits: Dolce Vita Magazine

Into the Wild ci parla di ecologia

Gli ideali che portarono McCandless a morire in quel Bus 142 (di recente trasferito perché diventato meta di pellegrinaggio per troppi turisti inesperti), possono in realtà far storcere il naso a molti ecologi che sono anche ecologisti, e a molti ecologisti che se ne intendono di ecologia.

Eppure, Into the Wild rimane una pietra miliare di quella corrente che etichettiamo (traducendo, che stranezza, termini che arrivano freschi da oltreoceano), “eco-cinema”, “cinema ambientale” o, ancora, “ecologico”. Ciò che non possiamo ignorare è infatti che questo road movie continua a ricordarci che qualcosa non va nel nostro rapporto con la natura.

Con la storia di un uomo che ha deciso di rinnovare con lei la sua lotta, una lotta che poi è forse più americana che altro, con questa wilderness a noi tanto estranea, nella meravigliosa regia di Sean Penn si rende chiara una cosa: la natura non è lo sfondo su cui si muove Supertramp, ma è con lui protagonista della pellicola. Perché la natura non è un mezzo da usare a nostro vantaggio, ma una forza che si muove intorno a noi, e che non potremo mai controllare del tutto.

Per non essere più avvelenato dalla civiltà lui fugge, cammina solo sulla terra per perdersi nella natura selvaggia

Jon Krakauer, Nelle terre estreme
Emile Hirsch è Christopher McCandless in Into the Wild – Photo Credits: Shockwave Magazine

E noi, siamo pronti a perderci nella natura?

Non è un documentario, malgrado i ritratti naturalistici un po’ sbiaditi e la macchina movimentata. E non è neppure l’epica di un moderno San Francesco che dà via tutto per ricongiungersi con se stesso. Sean Penn realizza un film che, rispettando i canoni del più classico road movie americano, rimane ciononostante unico nel suo genere, perché ha saputo parlare come pochi altri a una generazione in cerca non di risposte, ma anche solo di possibilità.

Into the Wild ci suggerisce che possiamo (o dobbiamo?) mettere in discussione la nostra quotidianità e che, per chi la cerca, una via lontano dalla civiltà esiste, è percorribile, è appagante. L’importante è mantenere la guardia alta e gli occhi vigili: siamo animali addomesticati ormai da un bel po’.

Se ti va di approfondire:

Into the Wild: rimosso lo storico bus”
Into the Wild Truth, Carine McCandless, 2015
Nelle terre estreme (Into the Wild), Jon Krakauer, 1996
The Call of the Wild, Ron Lamothe, 2007
Walden ovvero Vita nei boschi, Henry David Thoreau, 1854

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Manuela Famà

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