ll magazine Shonen Gangan di Square Enix, questo inverno, era stato chiaro: a luglio, il nuovo adattamento anime ispirato allo storico manga di Hiroyuki Etō, tornerà ad allietare i nostri momenti dediti allo streaming matto e disperato. La serie in uscita non sarà un sequel dell’ultima, datata 2004, ma un vero e proprio reboot più conforme alla versione cartacea.
Era il 2001 quando Guru Guru – Il girotondo della magia veniva trasmesso, in Italia, su raidue. Tempi gloriosi e indimenticabili quelli di un’annata vincente, testimone di un susseguirsi instancabile di perle sacre dell’animazione nipponica. Su un terreno di battaglia impervio e rovente, sede di duelli adrenalinici e avvincenti, si scontravano gli allenatori di Pokèmon e i prescelti dai Digimon, impegnati, nella vita reale a sancire quale delle due serie fosse la migliore. Una di quelle lotte ancestrali infinite stile Juventus vs Milan, De Filippi vs Clerici, Leopardi vs gioia di vivere. Ed è stato proprio in questa circostanza da monopolio efferrato che le avventure del valoroso guerriero Nike e della graziosa strega Kokori, venivano trasmesse sui nostri schermi.
La creazione di Etō non lasciava dubbi a quello che fosse il suo intento primordiale: parodiare i GDR che, all’epoca , avevano un seguito irrinunciabile. Final Fantasy e Zelda, due dei titoli più appetibili da sempre, responsabili diretti della proliferazione di piaghe da decubito che affliggevano gli appassionati della nostra generazione. Tra le conferme inespugnabili di questo proposito, l’inserimento di informazioni sulle caratteristiche dei personaggi presentati : punti vita, livello, età, un rimando palese e ironico ai suoi target. Il tutto sapientemente inglobato in un impianto narrativo leggero, divertente e improntato sulla massima del “non prendersi troppo sul serio”.
La trama laconica e ridicolmente stereotipata, era ambientata nel fittizio continente Jam Jam: sede, 300 anni prima, di un epico scontro tra il popolo Migu Migu, composto da abili stregoni, e il malvagio re del male Giri. Sconfitto e sigillato in un portale, la ridente popolazione poté tornare a godersi la pace. Una pace messa in discussione, 3 secoli dopo, dall’imminente ritorno del temibile villain con mostriciattoli al seguito. Dal regno, giunge la convocazione ufficiale per reclutare il prescelto e valoroso guerriero in grado di poter fronteggiare questa oscura minaccia. Occasione ghiotta per il nostro giovane protagonista Nike, uno sfrontato e scaltro ragazzino di 13 anni, pronto ad accettare l’incarico, o meglio, costretto ad accettarlo. Spinto da un babbo stravagante che rimprovera il figlio di non essere orgoglioso di vivere in un’epoca segnata da questa calamità per poter vantare un titolo da eroe, e una mamma assolutamente consenziente, il riluttante “guerriero per forza” si incammina alla volta del regno. Ad accompagnarlo, l’ultima erede della leggendaria stirpe Migu Migu, addestrata da una vecchia maga nella magia del Guru Guru, la sbadata dodicenne Kokori.
Il duo discutibile e comico sin dai primi fotogrammi, tra una fattura sbagliata e il superamento casuale di un ostacolo, incontrerà una schiera di colorati personaggi. A vincere il premio dei più iconici, nella mente degli spettatori, è il vecchio sindaco del villaggio di Kitano: instancabile promoter della leggendaria danza “Kita Kita”, conservatore dell’unico scopo di poterla tramandare ai posteri, eseguendola personalmente, nei momenti anche meno opportuni, volteggiando nel suo gonnellino di paglia. Uno dei siparietti comici che è rimasto nitido nei ricordi di chi, ai tempi, è riuscito ad apprezzare questo piccolo gioiello dal potenziale più grande della fama che ha ottenuto.
Prodotta dalla Production I.G e diretto da Hiroshi Ikehata, il nuovo anime avrà inizio l’11 luglio. Nella, ormai, breve attesa che ci separa dalla visione della serie, i rimandati all’esame perché impossibilitati a vederlo all’epoca (quelli che non erano nati o gli adulti di oggi che erano mocciosi stolti non particolarmente svegli ndr) possono, intanto, inebriarsi sulle note della vecchia sigla. Studiate..che poi vi si interroga!
Alessia Lio





