Musica

8 Marzo, 10 canzoni per le donne

Per oggi, lunedì 8 Marzo, festa delle donne, la redazione di Metropolitan Magazine ha pensato una playlist di 10 canzoni sull’universo femminile. La musica ha sempre prestato molta attenzione a noi che veniamo da Venere. Sono innumerevoli quindi i brani che raccontano le donne, per bocca delle stesse donne o per quella di uomini. Pescando nello sconfinato materiale a disposizione, abbiamo scelto delle canzoni, sia italiane che internazionali, che affrontano il tema secondo diverse prospettive.

8 Marzo, canzoni su donne vere e simboliche

1 – Beatles, Girl (1965)

Girl è uno dei tanti brani accreditati alla mitica coppia Lennon-McCartney. Incisa nel 1965 e contenuta nell’album Rubber Soul, questa canzone è ritenuta una delle più malinconiche e complesse tra le prime canzoni d’amore dei Beatles. John Lennon ha dichiarato che la ragazza del titolo non era nessuna in particolare, ma un sogno, un archetipo che stava cercando e che avrebbe trovato infine in Yoko Ono. In un’intervista per la rivista Rolling Stone nel 1980, il cantautore ha detto inoltre che Woman, contenuta nel suo ultimo album Double Fantasy, era una versione più adulta di Girl.

Beatles, Girl (1965)

2 – Rino Gaetano, Berta filava (1976)

Il grande Rino Gaetano ha usato spesso nomi di donne nei titoli e nei testi delle sue canzoni. Non si tratta di semplici dediche d’amore: il cantautore ha raccontato vizi, paradossi e abitudini dell’Italia tramite il punto di vista femminile, che lo affascinava molto. Da Berta filava a Rosita ad Aida, sino a Gianna, sicuramente il più noto tra i suoi ritratti femminili. Gianna, presentata al Festival di Sanremo del 1978, si presta a diverse chiavi di lettura. C’è chi dice che protagonista del brano fosse un trans o che semplicemente rappresentasse una ragazza disinibita, simbolo degli anni della liberazione sessuale. L’interpretazione più verosimile, è che in fondo Gianna sia ognuno di noi. Come molti, è colei/colui che agisce solo per trarre da qualcuno/qualcosa soddisfazione personale.

Rino Gaetano, Berta filava (1976)

3 – Loredana Bertè, Non sono una signora (1982)

Non può mancare nella nostra playlist un brano come Non sono una signora, uno dei maggiori successi della grande Loredana Bertè. Scritta da Ivano Fossati, la canzone è il ritratto di una donna battagliera, che si sposa alla perfezione con l’indole della sua interprete. La Loredana dell’epoca – 1982 – è già una star internazionale. Una ragazza del sud che si è sottratta a un potenziale destino da casalinga e rinuncia ed essere etichettata come “una signora”, in base ai parametri dettati dal comune pregiudizio.

8 Marzo, canzoni sulle donne scritte dagli uomini

4 – Fiorella Mannoia – Quello che le donne non dicono (1987)

Non mancano (per fortuna) le canzoni sulle donne scritte da uomini, per interpreti donne, che riescono egregiamente a cogliere l’essenza femminile. Compito per nulla facile descrivere l’universo di una donna, così complesso e sfaccettato. Eppure un artista come Enrico Ruggeri, per esempio, ci è riuscito benissimo. Stiamo parlando ovviamente di Quello che le donne non dicono, che ha scritto per Fiorella Mannoia. Il brano, divenuto un classico del repertorio della cantante, ha vinto (meritatamente) il Premio della critica al Festival di Sanremo del 1987. Non ha bisogno di troppe presentazioni: la canzone è diventata forse l’inno per eccellenza di questa festività nel nostro paese.

Fiorella Mannoia, Quello che le donne non dicono (1987)

5 – Roberto Vecchioni, Voglio una donna (1992)

Abbiamo un mare di figli da pulirgli il culo/Che la piantasse un po’ di andarsene in giro. Senza dubbio un verso come questo può venire subito additato come maschilista. Infatti quando è uscita, quasi trent’anni fa, questa canzone di Roberto Vecchioni, ha suscitato non poche polemiche. Ma le parole del brano non vogliono affatto sminuire le donne, anzi.

“Quando cantavo Voglio una donna con la gonna molti non capivano che si trattava di una provocazione. Il senso di quella canzone – spiega Vecchioni – era nel finale in cui dicevo che una donna deve rimanere tale e non scimmiottare i maschi. La cosa peggiore è dover imitare un uomo per poter essere qualcuno. Loro hanno sempre una marcia in più, non lo dico per piaggeria. Nella mia vita – aggiunge il cantautore – ho imparato di più da una donna che da mille uomini”.

Roberto Vecchioni, Voglio una donna (1992)

8 Marzo, canzoni su donne di oggi

6 – Neri per caso, Le ragazze (1995)

Le ragazze dei Neri per caso è diventato un piccolo grande classico italiano degli anni ’90. Un brano semplice ma colmo di saggezza, che è stato premiato con la vittoria nella sezione “Nuove proposte” al Festival di Sanremo del 1995. Tanti uomini dovrebbero far proprie le parole del gruppo vocale. E passa anche un messaggio importante che va oltre il mondo femminile: si può amare da morire, ma morire d’amore no.

7 – No Doubt, Just a Girl (1995)

Questo singolo dei californiani No Doubt descrive l’esasperazione che spesso comporta essere donna in una società patriarcale e maschilista. La canzone è un crescendo di rabbia, che descrive tutte quelle cose che irritano le ragazze, come non poter rincasare da sole la sera tardi senza problemi. Dopo la prima parte, in cui Gwen Stefani presenta lo stereotipo di ragazza fragile che secondo il mondo non può camminare con le proprie gambe, il brano esplode in una serie di domande retoriche (mi sono spiegata? qual è il mio destino?) e di rivendicazioni di libertà e indipendenza.

No Doubt, videoclip ufficiale del singolo Just a Girl (1995)

8 – Mika, Big Girl (You Are Beautiful) (2007)

Big Girl (You Are Beautiful) di Mika è una canzone che potremmo inserire nel cosiddetto movimento del body positive. Il singolo, tratto dall’album d’esordio della popstar, Life in Cartoon Motion (2007), ha come tema le ragazze in carne, che Mika sostiene nel testo in modo spiritoso. Molti hanno ipotizzato che il cantante abbia scritto questo pezzo come tributo a Fat Bottomed Girls dei Queen. Mika però sostiene di aver scritto la canzone in quindici minuti durante una notte insonne, quando, facendo zapping, ha visto un documentario su un locale (il “Butterfly Lounge” citato anche nel ritornello del brano) dove l’ingresso era permesso solo a persone sovrappeso e obese. Mika ha trovato queste big girls bellissime e ha voluto dedicar loro una canzone.

Mika, videoclip ufficiale del singolo Big Girl (You Are Beautiful) (2007)

9 – Beyoncé, Run the World (Girls) (2011)

Come tante altre sue canzoni, anche Run the World (Girls) della diva Beyoncé è un vero inno alla forza femminile. Qui la cantante si presenta come una donna senza paura che usa tutte le proprie abilità – seduzione inclusa – per far piegare gli uomini alla sua volontà (“La mia persuasione può costruire una nazione”). Benché forse un po’ troppo ottimista e irrealista nell’affermare che sia il gentil sesso a comandare nel mondo – di sicuro lei domina su tanti colleghi maschi – il trascinante pezzo di Beyoncé Knowles ci regala comunque tanta energia e voglia di spaccare il mondo.

Beyoncé, Run the World (Girls) (2011)

10 – Myss Keta, Una donna che conta (2018)

Per chiudere la nostra playlist dell’8 Marzo dedicata alle donne, abbiamo scelto un brano trasgressivo di un’icona del hip hop contemporaneo. Parliamo di Una donna che conta, singolo del 2018 della misteriosa Myss Keta. Il testo della canzone, pieno di giochi di parole e citazioni, racconta la movimentata vita amorosa di un’ipotetica donna del mondo dello spettacolo, attraverso tre decadi diverse: anni ’80, ’90 e 2000. La soubrette sopra le righe fa riferimenti impliciti a tanti personaggi famosi, con cui avrebbe avuto a che fare: da Papa Giovanni Paolo II a Lele Mora, a Belen Rodriguez a Donald Trump.

Myss Keta, videoclip ufficiale del singolo Una donna che conta (2018)

Ma Keta non è solo stravaganza e provocazione. Una donna che conta è anche un brano ironico. Ad un certo punto della traccia, la musica si “riavvolge” perché la protagonista, mentre elenca le sue conquiste, perde il conto e chiede di stoppare. E nel videoclip di questa canzone dai beat tipici dei club notturni, la Myss mascherata fa appunto il gesto di contare con le dita nel ritornello, mentre dice di essere una donna che conta.

A cura di Valeria Salamone

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