No, questa volta il protagonista della storia non è un bambino nato con le sembianze e la salute di un novantenne, ma il centrocampista dell’Arsenal Aaron Ramsey. Il calciatore gallese, infatti, come il personaggio creato dalla penna di Francis Scott Fitzgerald nel 1922, è vittima di un curiosissimo caso, appunto, che difficilmente nel tempo è passato inosservato.

Aaron Ramsey (fonte: dal web)

Quella da cui sembra afflitto il ventisettenne di Caerphilly è una sorta di fastidiosa maledizione che, come molti di voi già sapranno, è tristemente legata ai suoi goal: in parole povere, ogni qual volta il giocatore vada a rete, qualche persona famosa nel mondo muore. Ma partiamo con ordine. Il primo Maggio del 2011 Ramsey segna contro il Manchester United. L’indomani il terrorista saudita Osama Bin Laden viene ucciso. Nessuno ovviamente rivolge molta attenzione al fatto. Il 2 Ottobre dello stesso anno, però, Ramsey la ributta dentro, questa volta contro il Tottenham. Passano tre giorni e Steve Jobs, fondatore della Apple, tira le cuoia. Ma probabilmente è ancora presto per urlare “al lupo!”. Passano appena 17 giorni e Ramsey fa di nuovo centro in Champions League contro il Marsiglia. Poche ore dopo il dittatore libico Mu’ammar Gheddafi viene catturato, torturato ed infine, pensate un po’, fatto fuori. Ecco. Ci siamo. Non ci sono più dubbi. Gli appassionati di romanzi gialli hanno le parole di Agatha Christie che rimbombano tonanti nelle loro menti: “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. I più maligni iniziano a sussurrare negli angoli bui, lo spietato mondo del web comincia a scatenarsi, i ‘gossipisti’ più ingordi aspettano nell’ombra la prossima tragedia. E la tragedia non tarda ad arrivare: il 12 Febbraio 2012 viene a mancare la bellissima cantante Whitney Houston. Riuscite ad indovinare chi timbrò il cartellino il giorno precedente nella sfida Arsenal-Sunderland? Esatto! Avete vinto una bambolina!

Un esempio di una delle tante pagine create su Facebook come sfottò nei confronti del giocatore (fonte: dal web)

Purtroppo la sua sciagurata reputazione da iettatore di razza continua a crescere negli anni avvenire e così anche la lista dei decessi in concomitanza, o quasi, con i suoi goal: da Paul Walker, passando per Robin Williams, fino ad Alan Rickman (il mitico professor Piton di Harry Potter), insieme a tanti altri nomi di un certo spicco.

La lista completa delle “vittime” di Ramsey (fonte: dal web)

Il giovane talento dei Gunners è ormai miseramente bollato come nefasto menagramo. Non appena un pallone toccato dai suoi piedi superi la linea di una qualsiasi porta avversaria, simultaneamente la mano destra dei più scaramantici si muove quasi in maniera meccanica, andando a solleticare i bassifondi in forma precauzionale.

Battute ed ironie a parte, si tratta indubbiamente di episodi singolari, ma nulla più che possa essere marcato con l’etichetta di stupide coincidenze che, inevitabilmente, hanno scatenato sempre più la fantasia dei più superstiziosi; gli stessi simpaticoni sul cui profilo Facebook è molto probabile trovare la dicitura ‘cacciatori di streghe’ sotto la voce ‘lavoro presso’.

Dopotutto nel 2018 dovremmo finalmente aver capito che, citando Groucho Marx, “un gatto nero che attraversa la strada è semplicemente un animale che sta andando da qualche parte”, anche se… il 14 marzo di quest’anno il noto scienziato Stephen Hawking passa a miglior vita, proprio pochi giorni dopo il 2 a 0 siglato da Ramsey nella partita di Europa League contro il Milan!

Aaron Ramsey e Stephen Hawking (fonte: dal web)

Perdonami Aaron, ma è stato più forte di me!

Tartaglione Marco