La Camera bassa del parlamento giapponese si accinge ad approvare giovedì un bilancio supplementare di 3.110 miliardi di yen (circa 16,75 miliardi di euro). L’obiettivo dichiarato è di proteggere sia le famiglie che le imprese dall’aumento esponenziale dei costi energetici alimentati dalla guerra in Medio Oriente. Il conflitto iniziato a febbraio 2026 in un limitato arco temporale è riuscito a colpire, anche indirettamente, chiunque. Il Giappone, come è emerso fin dall’inizio, non è esente dalle difficoltà.

Conseguenze del conflitto in Medio Oriente sul Giappone

Il bilancio supplementare è stato dapprima approvato dal Consiglio dei Ministri il giorno precedente; adesso passa in mano alla Camera bassa. La sua entrata in vigore è prevista per venerdì. Il bilancio supplementare, come accennato all’inizio, è stata una scelta obbligata. Tra gli obiettivi previsti vi è quello di realizzare un nuovo fondo di riserve di 2.500 miliardi di yen (circa 13,46 miliardi di euro) al fine di affrontare gli effetti della guerra in Medio Oriente. È previsto lo stanziamento di 100 miliardi di yen (circa 538,5 milioni di euro) in sovvenzioni locali a favore di persone e imprese più colpite dalle conseguenze del conflitto. Inoltre, sono previsti 513,5 miliardi di yen (approssimativamente 2,76 miliardi di euro) destinati al fondo di riserva già esistente. Quest’ultimo, infatti, è stato destinato alle città per finanziare i sussidi per l’elettricità e il gas durante il periodo estivo.

Il bilancio supplementare necessario per «minimizzare i rischi», ma non tutti sono d’accordo

Le tempistiche, come si evince, sono state estremamente rapide. La ragione preminente è che è emersa la necessità di agire prima dell’alta stagione. In merito a ciò, il Primo Ministro Sanae Takaichi ha affermato che il bilancio supplementare è nato per «minimizzare i rischi». «Monitoreremo l’andamento futuro dei prezzi e il loro impatto sull’economia, e valuteremo tempestivamente le misure appropriate, se necessario», ha aggiunto. Il Japan Times riporta che l’intero pacchetto sarà finanziato attraverso obbligazioni a copertura del deficit — titoli di Stato emessi per finanziare la spesa pubblica —.

Ciononostante, il Primo Ministro ha voluto sottolineare che l’impatto complessivo sui mercati sarà limitato grazie ai 3.000 miliardi di yen (circa 16,15 miliardi di euro) di obbligazioni dell’anno fiscale precedente. Alcuni partiti di opposizione, tuttavia, hanno valutato negativamente l’ultimo disegno di legge a causa dell’eccessiva dipendenza dai fondi di riserva. Junya Ogawa, capo della Centrist Reform Alliance, ha dichiarato: «Il governo dovrebbe specificare a cosa serviranno i fondi, quanto verrà speso e quali risultati spera di ottenere prima di avviare la discussione».

Stefania Cirillo