La guerra in Medio Oriente ha generato conseguenze su vasta scala e il Giappone non si sottrae all’elenco di Paesi influenzati dal conflitto. L’impatto, ad oggi, ci viene dimostrano dal cambio di rotta adottato dalla Prima Ministra Sanae Takaichi che si è trovata costretta a chiedere al Ministero delle Finanze la stesura di un bilancio straordinario. Per lungo tempo la premier ha insistito sulla mancata necessità di quest’ultimo, evidenziato che la misura non occorresse. Lunedì, invece, Takaichi ha affermato il contrario.

Takaichi costretta al cambio di rotta per la guerra in Medio Oriente

Durante una riunione della coalizione di governo, la Prima Ministra giapponese ha dichiarato: «La scorsa settimana ho chiesto alla Ministra delle Finanze Katayama di valutare modalità di finanziamento, inclusa la redazione di un bilancio suppletivo». Per settimane sia Takaichi che Katayama hanno negato la necessità di fondi aggiuntivi o di emissioni di obbligazioni nuove. Eppure, a causa della guerra in Medio Oriente la decisione si è rivelata inevitabile. I fattori determinanti convergono nell’aumento dei prezzi del petrolio e nell’esaurimento dei fondi destinanti a finanziare le misure di sussidio.

Secondo quanto riportato da Japan Times, alcune fonti vicine hanno riferito che il bilancio straordinario dovrebbe essere volto a finanziare misure d’emergenza. Tuttavia, per far sì che ciò avvenga, è probabile che il governo sia costretto a emettere nuovo debito. Proprio questo aspetto ha messo in difficoltà la Prima Ministra giapponese, poiché aveva basato la sua campagna elettorale sulla promessa di non indebitare ulteriormente il Giappone. Inoltre, la richiesta del bilancio suppletivo arriva in un periodo particolarmente teso in materia di sostenibilità fiscale. Tra titoli di Stato in aumento e sussidi per l’energia il quesito è immediato: come farà il governo a rispettare le misure dichiarate. Per ora gli organismi internazionali hanno suggerito al Giappone di evitare il ricorso a bilanci straordinari, affinché sia possibile preservare i margini di manovra fiscali.

Stefania Cirillo