Questa mattina si è verificata un’esplosione nel porto di Costanza, una città nel sud-est della Romania che si affaccia sul Mar Nero. A esplodere, come riporta il ministero della Difesa, è stato un drone marittimo, che si è autodistrutto intorno alle 10:30. Questo il comunicato ufficiale del Ministro: «Il drone marittimo rinvenuto questa mattina, 5 giugno, nel porto civile di Costanza, vicino alla sede dell’Agenzia rumena per il salvataggio in mare, si è autodistrutto intorno alle 10:30, senza causare vittime. L’area era già stata messa in sicurezza e isolata dalle forze dell’intelligence rumena, della Guardia Costiera e del Ministero della Difesa Nazionale, e il velivolo era in fase di valutazione e messa in sicurezza».

La nota prosegue: «Il drone marittimo è dello stesso tipo utilizzato nella guerra in Ucraina. Ci teniamo a precisare che il velivolo non fa parte dell’equipaggiamento dell’Esercito rumeno e non è stato coinvolto nelle recenti esercitazioni organizzate dal Ministero della Difesa Nazionale nell’area del Mar Nero. La situazione è in continua evoluzione e forniremo ulteriori informazioni e dati ufficiali non appena disponibili. Il caso è sotto inchiesta da parte della Procura della Corte d’Appello di Costanza».

Drone esploso al porto di Costanza, in Romania: i precedenti

I servizi segreti e la guardia costiera, come si evince dal messaggio, avevano già messo in sicurezza l’area intorno alla banchina 78: il ministero della Difesa era infatti a conoscenza dell’avvistamento del drone dalle 6:20 del mattino. Il dispositivo non appartiene all’esercito romeno, e non è uno di quelli utilizzati in alcune recenti esercitazioni nel mar Nero. Il viceministro dell’Interno, Raed Arafat, ha riferito che le forrze dell’ordine hanno evacuato il porto e che due elicotteri stanno sorvolando la zona per assicurarsi che sia sicura. «Ora sappiamo che esiste il rischio di autodetonazione, abbiamo… evacuato nel caso in cui ci siano altri droni», ha spiegato. «Non siamo in preda al panico, le misure sono puramente preventive».

Appena una settimana fa, un drone russo, sicuramente diretto in Ucraina, si è introdotto per errore nello spazio aereo romeno e a Galati, una città vicina al confine con la Moldavia, colpendo il tetto di un condominio. L’impatto ha provocato un incendio e ha ferito, fortunatamente in maniera lieve, due persone. La Romania, membro della NATO e dell’Unione Europea, condivide un confine di 650 km con l’Ucraina e ha segnalato ventotto incursioni nel suo spazio aereo da parte di droni russi, da quando Mosca ha iniziato ad attaccare i porti ucraini sul Danubio.

Federica Checchia