Vladimir Putin ha respinto l’offerta di Volodymyr Zelensky, che gli aveva proposto un incontro faccia a faccia, insistendo invece sul fatto che la Russia raggiungerà i suoi obiettivi di guerra in Ucraina, compresa la conquista dell’intera regione orientale del Donbass. Intervenendo al forum economico di San Pietroburgo, il presidente russo ha definito la lettera aperta del suo omologo ucraino contenente l’offerta «scortese» e si è addirittura rifiutato di fare il suo nome, riferendosi a lui solo come autore. Alla domanda se fosse possibile incontrarsi per discutere una soluzione al conflitto, ha risposto: «Al momento non ne vedo il senso».
La lettera di Zelensky, pubblicata giovedì, proponeva un incontro in un Paese terzo, come la Svizzera o la Turchia. Stando al testo, l’Ucraina era anche pronta a un cessate il fuoco completo, per tutta la durata dei negoziati. Faceva poi riferimento alle recenti battute d’arresto militari della Russia e alla crescente carenza di carburante in Crimea, causata dagli attacchi di Kiev contro le cruciali vie di rifornimento. Pochi giorni fa, alcuni droni ucraini hanno colpito il terminal petrolifero di San Pietroburgo, ma Putin ha minimizzato i raid contro la sua città natale, affermando che le sue rivendicazioni territoriali rimarranno invariate. Il leader sovietico sostiene che la Russia controlli l’intera regione di Luhansk –un’affermazione che Zelensky nega– e oltre l’85% della regione di Donetsk. Ha poi ribadito la sua richiesta che l’Ucraina ceda anche l’intera regione di Kherson e Zaporizhzhia.
Putin dice no a Zelensky, la guerra tra Ucraina e Russia continua
Invocando una «pace duratura», il presidente russo ha chiesto: «Di cosa parla questa lettera? È un modo per creare le condizioni per un incontro personale? O serve a impedire che un incontro personale abbia luogo? Credo sia la seconda opzione». Rivolgendosi alle sue truppe, ha incalzato: «Continuate a lavorare, fratelli». Secondo Zelensky, il rifiuto di Putin dimostra come il Cremlino non abbia alcuna intenzione di porre fine al conflitto. «Purtroppo, la parte russa sta scegliendo ancora una volta la guerra. Tutti hanno sentito la risposta. Una risposta debole», ha detto nel suo videomessaggio serale. «Credo che questa risposta avrà deluso molti nel mondo».
Putin ha riconosciuto la necessità per la Russia di rafforzare le proprie difese aeree, ma ha sminuito il crescente successo della campagna ucraina contro obiettivi strategici. Nella notte tra giovedì e domenica, ad esempio, droni inviati da Kiev hanno colpito cinque navi mercantili russe nei porti meridionali occupati di Mariupol e Berdiansk, e nel Mar d’Azov. Il capo delle forze ucraine per i sistemi senza pilota, Robert “Madyar” Brovdi, ha affermato che le navi trasportavano carburante militare e grano rubato.
Federica Checchia





