Cento anni fa, oggi, ci lasciava uno degli architetti spagnoli più importanti e rivoluzionari della storia, Antoni Gaudì. Nato nel 1852 a Reus, Spagna, attraverso la sua visione mistica e il suo grande talento ha rivoluzionato il mondo dell’architettura grazie sia alla fusione del Modernismo con elementi della natura, sia all’introduzione di forme geometriche come l’arco parabolico e le colonne elicoidali. 

L’attuale design biomimetico, infatti, trae ispirazione proprio dalle forme che Gaudì ha inventato e introdotto nelle sue costruzioni grazie allo studio della natura e di tutte le sue forme, pensate come strumento ideale per nuove realizzazioni architettoniche con l’aiuto di forme gentili e spesso morbide. 

Il misticismo di Gaudì nell’architettura

Con una visione ben precisa in cui l’architettura assume sembianze prettamente evangeliche e di preghiera, Antoni Gaudì ha fatto del proprio misticismo lo strumento fondante di tutta la sua arte, ridisegnandone le fondamenta tramite la sua personale missione in cui la fede assume un ruolo centrale mediante l’utilizzo del ferro e della pietra come simbolo quasi divino del luogo e della costruzione.

Grazie allo studio attento della natura, da lui considerata la prima grande maestra e l’espressione perfetta di Dio sulla terra, le sue creazioni sono diventate uno specchio perfetto del Divino nel mondo, mescolando elementi di ferro e pietra a forme morbide ed eleganti in grado di richiamare tutti gli elementi della terra in modo ineccepibile ed unico. 

Come afferma lui stesso, per l’appunto, “la linea retta è la linea dell’uomo, la linea curva è la linea di Dio”. Ciò denota quanto la sua fede e il suo misticismo siano profondamente radicati in lui, plasmando anche la sua visione artistica a tutto tondo. Tra le maggiori costruzioni che incarnano a pieno questa sua idea troviamo la Sagrada Familia.

L’emblema della fede trasformata in opera

Tale basilica è l’emblema perfetto della dottrina evangelica, dove le forme scolpite nella pietra sono la raffigurazione precisa di questa religione. Progettata come fosse un cammino spirituale, l’esterno racconta i misteri di Cristo, la Nascita, la Passione e la Gloria, mentre l’interno è caratterizzato da colonne, che richiamano la forma degli alberi, che sorreggono le volte, dando la possibilità alla luce di filtrare dall’alto e dando, così, l’impressione di star pregando all’interno di un bosco. 

Questa magnifica opera, come lo stesso Parc Güel, costruito per sembrare una creazione divina a cielo aperto, sono l’emblema inconfondibile della fede di Gaudì, capace di trasformare il proprio credo in qualcosa di concreto e tangibile quasi come fosse l’opera di Dio stesso. Se la grandezza di un artista si vede, chiaramente, dai suoi lavori, allora è possibile affermare che la maestria di questo grande architetto è evidente in ogni sua costruzione, dalla più piccola alla più imponente, regalando al mondo una visione personale, unica ed inimitabile di qualcosa che perdurerà per sempre. 

Articolo di Ambra Gabriella Samonà