JD Vance ha replicato alle lamentele israeliane in merito all’accordo sul nucleare tra USA e Iran, sottolineando come Donald Trump sia l’unico alleato rimasto a Israele nel mondo. Il vicepresidente ha difeso l’intesa raggiunta questa settimana per porre fine al conflitto: Tel Aviv sostiene che il patto non sia riuscito a frenare il programma missilistico iraniano e per non aver fornito un percorso chiaro per lo smantellamento delle sue infrastrutture nucleari, limitando al contempo le forze israeliane nella guerra contro i militanti di Hezbollah in Libano.
Le parole di JD Vance
Interrogato durante una conferenza stampa alla Casa Bianca in merito a una notizia secondo cui il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sarebbe furioso per l’accordo, Vance ha affermato di non aver sentito tali commenti da parte del premier, ma ha criticato i membri del gabinetto del leader israeliano, che a suo dire hanno attaccato personalmente Trump. «Il mio messaggio per loro sarebbe duplice. Primo: Donald J. Trump è l’unico capo di Stato al mondo che in questo momento nutre simpatia per la nazione di Israele», ha dichiarato ai giornalisti. «Se fossi nel governo israeliano, probabilmente non attaccherei l’unico potente alleato che mi è rimasto in tutto il mondo».
Ha aggiunto che avrebbe anche ricordato ai membri del governo che due terzi delle armi difensive che hanno protetto Israele «sono state costruite da mani americane e pagate con i soldi dei contribuenti americani». «Il problema di Israele non è Donald J. Trump, e chiunque in Israele pensi che il problema più grande sia il presidente degli Stati Uniti deve svegliarsi e rendersi conto della realtà della situazione in cui si trova il Paese», ha concluso.
Lo stesso Donald Trump, di recente, ha ripetutamente criticato Israele, suo alleato di lunga data, inasprendo le tensioni a quasi quattro mesi dalla decisione dei due Paesi per attaccare l’Iran. La guerra ha sconvolto i mercati e le forniture globali di petrolio, e Teheran ha reagito chiudendo lo Stretto di Hormuz, vitale via di approvvigionamento.
Israele scalpita, ma Trump minimizza al G7
Alti funzionari israeliani, parlando in forma anonima, sostengono che i termini dell’accordo sarebbero stati svantaggiosi per Israele. Non affronterebbero, infatti, le preoccupazioni relative al programma nucleare e missilistico balistico iraniano, un’opinione che, a loro dire, è condivisa da tutta la leadership della nazione. Mercoledì, durante il suo intervento conclusivo al vertice del G7 in Francia, Trump ha cercato di minimizzare le preoccupazioni di Israele. Secondo il presidente, Netanyahu potrebbe adottare un approccio più morbido nella lotta contro i militanti di Hezbollah in Libano.
Il premier israeliano, dal canto suo, ha dichiarato che, nonostante Israele apprezzi la sua relazione con l’amministrazione Trump, continuerà a occupare il Libano meridionale per garantire la sicurezza dei cittadini che vivono vicino al confine settentrionale. Giovedì le autorità hanno pubblicato una mappa che mostra un’estensione della zona di controllo militare nei territori libanesi meridionali, spiegando che non escluderanno attacchi al di fuori di essa, e contestando i termini dell’accordo tra USA e Iran.
Botta e risposta tra JD Vance e le alte cariche di Israele
Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, figura chiave della coalizione di governo, ha duramente criticato la pace tra Washington e Teheran, e ha insistito sul fatto che le truppe israeliane rimarranno in Libano. Vance ha replicato a lui e al ministro delle Finanze Bezalel Smotrich in un’intervista al New York Times. «Qual è la vostra proposta precisa?», ha chiesto. «Siete un Paese di nove milioni di persone. Non potete risolvere ogni singolo problema di sicurezza nazionale con la violenza. Trovo tutto questo panico in Israele un po’ strano, perché credo che derivi da una mancanza di fiducia, e penso che l’America si sia guadagnata la fiducia di quella regione, del mondo».
Ben-Gvir ha risposto alle osservazioni del vicepresidente su X: «Questa è la proposta… Per affrontare i nazisti del XXI secolo, proprio come gli Stati Uniti hanno affrontato i nazisti del XX secolo». In un post sui social media, Trump ha incoraggiato tutti i Paesi in Medio Oriente a mantenere il loro impegno a consentire lo svolgimento dei negoziati. «Ci aspettiamo un cessate il fuoco completo su tutti i fronti, compresi Libano, Hezbollah e Israele», ha scritto.
Federica Checchia





