Lorde ha voluto celebrare il primo anniversario del suo album del 2025, Virgin, attraverso un sentito messaggio per i suoi fan e, soprattutto, la pubblicazione di 49 demo tratti dalle sessioni di registrazione. «Domenica sera, mentre mettevo a posto i vestiti, mi sono resa conto che Virgin era uscito da quasi un anno. Ho deciso che bisognava fare qualcosa al riguardo», ha scritto. «A dire il vero, non ho mai saputo bene come parlare di Virgin da quando è uscito. Pensavo di essermi ormai abituata – e forse persino un po’ desensibilizzata – alle dinamiche di marketing e alla mercificazione dei miei sentimenti, arrivata a questo punto della mia vita; eppure, condividere Virgin è stato qualcosa di crudo e mi ha fatta sentire esposta in un modo nuovo. Ho rilasciato interviste poco efficaci, non riuscivo a scrivere qui e non ho pubblicato molto».
«Credo di aver avuto semplicemente bisogno di restare in silenzio per un po’. Ha senso, per me, che un lavoro così fisico si opponga al tentativo di essere racchiuso nelle parole. Ma è passato del tempo e voglio provare a trovarle», ha proseguito. «L’assorbimento in se stessi e la convinzione necessari rendono difficile la convivenza con gli altri. Scompari completamente nel tuo mondo, borbottando sempre qualcosa, costantemente sull’orlo di una svolta. Per molto tempo il lavoro è pessimo: devi convivere con ciò che non va e farti strada a fatica. A volte è difficile guardare oltre il disagio e la banalità del quotidiano, ma ogni singolo giorno trascorso a creare Virgin è stato un dono immenso. Avevo la sensazione di liberarmi, di costruire un luogo sacro. Ho curato ogni singolo strato con la massima attenzione».
Lorde parla dei suoi problemi di salute e ringrazia Charli XCX
La cantante, al secolo Ella Marija Lani Yelich-O’Connor, ha raccontato di aver cercato di guarire da quello che ha descritto come un «disturbo alimentare breve ma a lunga gestazione», oltre che da una recente rottura sentimentale, arrivata dopo la diagnosi di disturbo disforico premestruale (PMDD), una forma grave di sindrome premestruale.
«Mi sono concentrata sul cantare a me stessa nel modo in cui avevo bisogno che qualcuno cantasse per me», ha spiegato. «A poco a poco ho dato musica e parole a vecchie storie che avevo paura di raccontare. Le ho espulse da me e mi sono sentita più leggera. Vivere dentro queste canzoni ha avuto un effetto quasi magico, come un incantesimo. Ho sentito me stessa cambiare». L’artista ha anche elogiato un album che l’ha ispirata, ovvero Brat di Charli XCX, che ha definito «un sistema meteorologico fatto di coraggio e fragilità», lodando la collega britannica per averla tenuta «vicina a sé, lasciandomi però la giusta quantità di spazio».
Le parole della cantante: «Realizzare un album è un atto assurdo. L’egocentrismo e la convinzione necessari rendono difficile la convivenza con te»
I demo sono raccolti nel nuovo sito XRAYS, insieme a una serie di foto: tra queste, dei primi piani di quella che la cantante ha descritto come acne – «una barba folta che mi scendeva lungo il collo» – e uno scatto che sembra ritrarre il suo fondoschiena (in tanga) che fa capolino attraverso un paio di collant color carne con un’apertura sui glutei. La raccolta include anche immagini dell’artista– oggi ventinovenne – da adolescente e altri scatti giovanili definiti «ricerca d’archivio», oltre a materiale inedito proveniente dal servizio fotografico promozionale di Virgin.
«L’anno scorso abbiamo giocato con l’idea di creare un album composto da queste versioni “scheletriche”, dei mix interessanti di diverse varianti», ha spiegato Lorde. «Ma domenica sera ho capito che delle vere “radiografie” di Virgin sarebbero state più autentiche, più divertenti e capaci di rivelare le imperfezioni e le deviazioni; meno incentrate sul risultato finale e più una celebrazione del percorso, delle ripetizioni, dell’acne, del viaggio stesso».
«Realizzare un album è un atto assurdo», ha osservato. «L’egocentrismo e la convinzione necessari rendono difficile la convivenza con te. Scompari completamente nel tuo mondo, borbottando sempre qualcosa, costantemente sull’orlo di una svolta. Per molto tempo il lavoro è pessimo: devi convivere con ciò che non va e farti strada a fatica per uscirne. A volte è difficile guardare oltre il disagio e la banalità del quotidiano, ma ogni singolo giorno trascorso a creare Virgin è stato un dono immenso».
Federica Checchia





