Un Giappone meno noto e soprattutto inaspettato emerge dai dati del Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Tokyo. La città sta diventando vittima e carnefice di un’ondata di violenza rivolta agli operatori delle ambulanze. La percentuale di dipendenti ad affrontare un rischio crescente di aggressioni verbali e fisiche risultava essere già elevato nel 2025. Quest’anno, tuttavia, sembra essere destinata ad aumentare.

Gli operatori delle ambulanze presi di mira a Tokyo: a rischio la sicurezza e l’efficienza

L’anno scorso il numero di personale aggredito verbalmente e fisicamente ha raggiunto i 24 casi. Nel 2026, però, la situazione non sembra essere prossimo al miglioramento. Alla fine di maggio, infatti, sono stati segnalati già 15 aggressioni e, tenendo conto dell’andamento, sono destinati a continuare. Proprio per questa ragione le autorità dichiarano tolleranza zero e denunce immediate, con l’obiettivo di impedire un’escalation. L’ultimo picco di violenza ha visto un soccorritore, impegnato a prestare assistenza a un uomo collassato per strada, preso a pugni e calci per oltre dieci volte dallo stesso paziente, che ha poi minacciato di ucciderlo a coltellate. L’esito è preoccupante, specie se si tiene conto di un sistema di soccorso vicino al collasso. Le ragioni sono strettamente legate a una popolazione prevalentemente anziana che, almeno mediamente, causa un aumento della domanda di soccorso rispetto agli operatori disponibili.

Il caso di cui sopra, infatti, ha causato il ferimento di due dipendenti. Il primo a portato ferite al volto, il secondo è stato assalito poco dopo. L’aggressore è stato arrestato e un’ambulanza è rimasta fuori servizio per cinque ore, costringendo il dipartimento a dirottare altre quattro squadre sul posto per rimediare al caos creatosi. Ad oggi non possiamo parlare più di casi isolati. Parliamo, infatti, di danni alle attrezzature, ai telefoni aziendali e alle ambulanze prese a colpi. Questa sembra essere la nuova realtà con cui i paramedici devono fare i conti. Il sistema, come già accennato, è ormai saturo.

Le richieste di soccorso a Tokyo hanno superato quota 930 mila non solo a causa dell’invecchiamento della popolazione, ma anche dei problemi fisici legati alle ondate di caldo record. Le risorse iniziano a essere limitate e i tempi di attesa diventando sempre più lunghi e la frustrazione sembra sia rivolta unicamente ai dipendenti delle ambulanze. Di questo passo è difficile prevedere se l’efficienza continuerà ancora ad esserci.

Stefania Cirillo