L’intelligenza artificiale funziona meravigliosamente in alcuni settore e il cinema non sembra uno di questi. Un fattore importante è influenzato sicuramente dalle modalità impiegate e da quanto la sua presenza si percepisce all’interno del prodotto. Il medesimo discorso, in realtà, può essere applicato a molti contesti di intrattenimento. Questa volta, però, segnaliamo un uso dell’IA estremamente mal riuscito, tanto che Prime Video si è trovato costretto a rimuovere la pellicola dalla propria piattaforma. Parliamo di Deadly Patient, un thriller del 2018 diretto da Rod Roberts. Quali saranno le proteste in questo caso?
L’IA è un ottimo strumento, ma per Deadly Patient l’esito è stato differente
Gli utenti si sono infuriati per il doppiaggio in lingua tedesca inserito sulla piattaforma streaming di Amazon. Il problema, come riportano molti, non è solo il modo in cui l’IA sia evidente, ma anche la pessima qualità di quest’ultima. Un prodotto considerato pressocché disastroso. Non si tratta di un’esagerazione: il 94% delle recensioni ha assegnato al film una sola stella. C’è chi ha ironizzato dicendo di aver dato il minimo solo perché «non esistono le stelle negative» e chi ha spento la TV dopo dieci minuti per non sentire più quelle «voci orribili». Oltre al tono robotico e innaturale delle battute, l’IA ha continuato a utilizzare traduzioni letterali con passaggi continui dal “tu” al “lei” nei dialoghi. Un tentativo così scadente da spingere anche i professionisti del settore, come il noto doppiatore Sven Plate, a scendere in campo pubblicamente per denunciare il lavoro pessimo.
In Germania il tema è già particolarmente sentito. Da mesi i doppiatori professionisti protestano contro l’uso delle nuove tecnologie da parte dei big dello streaming, preoccupati per la clonazione delle proprie voci e il futuro della categoria. Amazon, per ora, non ha commentato l’accaduto limitandosi alla rimozione del titolo. Non è chiaro se le ragioni siano state legate al doppiaggio, tuttavia è possibile che c’entri, soprattutto a causa dell’impatto mediatico. Quel che è certo, evidenziamo molti, è che la tecnologia può aiutare. L’arte e la professionalità umana, però, non possono essere replicati con un clic. Il discorso ovviamente include il rilascio e la fruizione di un buon prodotto, ma anche la tutela doverosa di intere categorie.
Stefania Cirillo





