Bisogna essere onesti, con tutte le informazioni concernenti l’intelligenza artificiale e gli incredibili traguardi raggiunti in così poco tempo la domanda sorge spontanea: l’IA ci ruberà il lavoro? Ecco, se alcuni lavori potrebbero essere seriamente compromessi dallo sviluppo di questa tecnologia, i matematici di professione possono tirare un sospiro di sollievo. L’intelligenza artificiale ha recentemente svolto un esame di matematica e gli esiti non sembrano essere estremamente positivi, anzi. E il verdetto arriva proprio da un progetto chiamato First Proof.
Il progetto First Proof ha rivelato alcuni punti deboli dell’IA
Un gruppo di ricercatori europei e americano hanno deciso di sottoporre a quattro diversi modelli di IA 10 problemi di matematica inediti. Si tratta, infatti, di teoremi nuovi e mai pubblicati online. Questo, come viene sottolineato, per evitare i possibili “copia e incolla” digitali. Quindi, com’è andata? Diciamo che se si fosse trattato di un esame universitario, l’intelligenza artificiale si sarebbe portato a casa un 18 politico. Il sistema migliore è quello sviluppato dall’Università di Zurigo, capace di risolvere 6 problemi su 10. Il peggior classificato, invece, è stato quello dell’Università di Princeton basato su Gemini 3.1 Pro, con un punteggio di 2 su 10. Alla sfida hanno preso quattro modelli differenti di intelligenza artificiale, tra cui anche OpenAI con il suo ChatGPT 5.5 Pro.
L’aspetto che più ha incuriosito è il modo con cui hanno provato a risolvere questi rompicapi. Le università hanno usato una tecnica di squadra chiamata harness. Nella pratica, ChatGPT forniva un’idea, mentre Gemini e Claude controllavano e correggevano gli eventuali errori. A quanto pare questo brain storming tra robot è venuto a costare una considerevole quantità di denaro Il sistema di Zurigo è arrivato a spendere 950 dollari (circa 830 euro) di potenza di calcolo per singolo problema, tuttavia senza riuscirci. Un solo quesito di geometria, anche se particolarmente difficile, è costato oltre 1.100 dollari (circa 960 euro). L’IA di OpenAI si è rivelato essere il più economico, con soli 144 dollari (126 euro) per l’intero test. Tuttavia, è stato anche quello dai risultati peggiori.
Gli esperti ovviamente hanno analizzato i compiti scritti dalle IA, scoprendo i punti più deboli. Nel momento in cui si mostra necessaria un’illuminazione creativa, l’intelligenza artificiale si spegne. Ancor peggio, quando non riuscivano a proseguire con i problemi, i modelli iniziavano a dare per scontato passaggi difficili. O, ancora, citando articoli scientifici completamente inventati. Per ora possiamo affermare che l’intelligenza artificiale si mostra essere un ottimo alleato, ma non un sostituto affidabile. Gli scienziati, però, non hanno intenzione di demordere. Infatti, hanno già fissato il prossimo round a ottobre 2026. Vedremo in quell’occasione quale si rivelerà essere l’IA migliore.
Stefania Cirillo





