Il 14 luglio 1789 la Francia cambiò per sempre il proprio assetto grazie alla presa della Bastiglia che, di fatto, diede il via alla Rivoluzione Francese e segnò la fine della monarchia; secoli dopo, il Paese ricorda quell’evento epocale con una festa nazionale. Per gli otaku, invece, si tratta di un giorno dolceamaro: la data, infatti, corrisponde a quella della morte di uno dei personaggi più amati e iconici dell’animazione: Oscar François de Jarjayes, che tutti conosciamo come Lady Oscar. Nata in Giappone dalla fantasia e dalla matita della fumettista Riyoko Ikeda, l’eroina del manga Versailles no Bara (Le Rose di Versailles) diventò la protagonista dell’omonimo anime tra il 1972 e il 1973, riscuotendo un successo clamoroso.

La serie animata arrivò in Italia nel 1982 e, nonostante i forti tentativi di censura dell’epoca, portò intere generazioni ad appassionarsi alle vicende di Madamigella Oscar, simbolo d’indipendenza femminile, rendendo il cartone un vero e proprio fenomeno della cultura pop, che intreccia sapientemente eventi storici di una Francia alle ultime battute dell’Ancien Régime e finzione. La trama è ben nota: all’arrivo a Versailles della giovane e spaesata Maria Antonietta d’Austria, promessa sposa di Luigi XVI, Oscar viene nominata comandante della Guardia Reale, con il compito di scortare e proteggere la futura regina. Vivendo a palazzo, diventerà diretta testimone delle ipocrisie di corte e delle ingiustizie verso il popolo; una presa di coscienza che, alla fine, la porterà a schierarsi con quest’ultimo all’inizio della Rivoluzione.

Lady Oscar, l’eroina fuori dagli schemi che lotta per la propria autodeterminazione

Madamigella Oscar e André

Sebbene si tratti di un personaggio di fantasia, si ispira a due figure realmente esistite, entrambe con una storia incredibile. Da un lato, troviamo Marie-Jeanne Schellinck, una donna belga che, dopo essersi travestita da uomo, riuscì ad arruolarsi nell’esercito francese nel 1792. Prese parte alla battaglia di Jemappes, combattendo con onore, per poi essere nominata sottotenente direttamente sul campo. Dall’altro, invece, c’è il Conte François Augustin Reynier de Jarjayes, cavaliere celebre per aver tentato di progettare la fuga della famiglia reale e, in particolare, di Maria Antonietta, per cercare di evitare la loro esecuzione.

Lady Oscar è una donna, educata come uomo e soldato per volere del padre, accecato dal desiderio di un erede. L’espediente narrativo proietta lo spettatore (e il lettore) in una dimensione di ambiguità, dalla quale la protagonista emerge come un personaggio in grado di frantumare qualsiasi stereotipo di genere. Con la sua divisa militare e la sua chioma dorata, azzera l’archetipo della fanciulla da salvare, ma non si lascia neanche intrappolare in uno schema maschile rigido: si innamora del conte svedese Hans Axel von Fersen, è l’oggetto del desiderio del suo amico d’infanzia André e, comprendendo solo in extremis i propri sentimenti verso di lui, decide di abbandonarsi alla passione nel pieno del conflitto.

Oscar è Oscar; ad animarla non è solo il dovere militare, ma un intrinseco bisogno di libertà e autodeterminazione, che la rende una leader naturale, in grado di sovvertire convenzioni e convinzioni, dimostrando come il valore e il coraggio -sul campo di battaglia e non solo- non abbiano genere.

Federica Checchia