Gli Stati Uniti e il Regno Unito stanno pianificando di convocare la prossima settimana a Londra un incontro di alto livello incentrato su una potenziale coalizione internazionale per proteggere la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito ad Axios da due diplomatici europei e altre due fonti a conoscenza dei fatti. La riapertura dello stretto alla navigazione commerciale è un elemento chiave di qualsiasi strategia di uscita degli Stati Uniti dalla guerra con l’Iran e degli sforzi per stabilizzare i mercati energetici globali.
Da quando l’Iran ha iniziato ad attaccare le navi nello Stretto di Hormuz due settimane fa, gli Stati Uniti conducono quotidianamente attacchi contro obiettivi militari iraniani lungo la costa meridionale del Paese.
Nello Stretto di Hormuz i transiti giornalieri sono fermi a tre. Giovedì, ne è passata solo una, la petroliera NewGiant, diretta al porto cinese di Rizhao: questo è stato il livello più basso dal 7 maggio. La situazione è di sostanziale paralisi, nonostante il Comando Centrale degli Stati Uniti ribadisca che lo Stretto «è aperto al transito, con il supporto della marina statunitense». Per i circa seimila uomini bloccati nello Stretto l’Onu ha chiesto l’evacuazione e il rimpatrio in sicurezza denunciando una grave crisi umanitaria.
Lo stallo è anche politico. Il regime iraniano non rinuncia alla sovranità su quel tratto di mare. «La difesa degli interessi dell’Iran a Hormuz fanno parte dei nostri principi fondamentali e continueremo a perseguirli», ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, al termine della riunione dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. Intanto, venerdì, una delegazione dell’Oman si è recata a Teheran per discutere la gestione del traffico navale nello strategico passaggio di mare.





