Un’intercettazione di Sigfrido Ranucci contro la Rai gonfia la bufera su Report. “Anche dentro la Rai c’è un po’ di mafia, un po’ di massoneria” ha detto il conduttore in un audio diffuso dalla stampa, scatenando la reazione dei componenti di Fratelli d’Italia della Commissione Vigilanza. Frasi che metterebbero la trasmissione ancora più nel mirino dell’azienda, dopo l’avvio di approfondimenti annunciato da Viale Mazzini sui rapporti tra il giornalista e il presunto mandante dell’attentato nei suoi confronti, Valter Lavitola.

Nell’intercettazione pubblicata dal quotidiano La Verità si sente Ranucci parlare al telefono con la giornalista e comunicatrice Valentina Pelliccia, facendo riferimento alla presunta presenza di mafia e massoneria all’interno della Rai e spiegando che “è da dentro che si fanno le battaglie”.

Frasi che hanno suscitato l’indignazione dei componenti della maggioranza in Commissione Vigilanza Rai, andati subito all’attacco del conduttore.

Il conduttore di Report ha replicato alle accuse

Il conduttore di Report ha replicato alle accuse con un intervento al Tg1, sottolineando che l’audio “riporta fatti che, se sono stati riscontrati, sono stati sicuramente denunciati, come sempre da parte del sottoscritto quando verificati. Se invece è un audio privato, è stato diffuso senza la mia autorizzazione. È grave anche questo”.

L’intercettazione rischierebbe di mettere ancora più in dubbio il destino di Report, sul quale l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, in un’intervista a Milano Finanza, era sembrato ottimista, prima che scoppiasse la nuova polemica.

L’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, fa chiarezza

Il futuro di Report continua a essere al centro del dibattito dopo le ultime settimane segnate dalle polemiche che hanno coinvolto Sigfrido Ranucci. A fare chiarezza è stato l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, che nella sua prima intervista a Milano Finanza ha affrontato il caso senza lasciare spazio a dubbi su un punto: il programma non è in discussione. Le sue dichiarazioni, però, sembrano anche segnare una distinzione netta tra il celebre format e il suo storico conduttore.

Rossi ha spiegato che la Rai ha deciso di affidare la vicenda al comitato etico interno. L’obiettivo è verificare se quanto emerso nelle ultime settimane possa aver avuto conseguenze sul ruolo di servizio pubblico dell’azienda e sul rispetto del contratto di servizio. La risposta più significativa arriva però quando l’attenzione si sposta sul destino della trasmissione. L’amministratore delegato sottolinea infatti che Report è un marchio di proprietà della Rai, un patrimonio editoriale che continuerà a esistere indipendentemente da chi siederà alla conduzione. Un’affermazione che, pur senza anticipare decisioni sul futuro di Sigfrido Ranucci, separa chiaramente l’identità del programma da quella del giornalista. Le parole di Rossi arrivano in un momento particolarmente delicato. Oltre alle verifiche interne, nelle ultime ore si è riacceso anche il confronto politico dopo la diffusione di alcune intercettazioni attribuite a Ranucci, nelle quali il giornalista parlava della presenza di “mafia” e “massoneria” all’interno della Rai. Dichiarazioni che hanno provocato dure reazioni da parte di diversi esponenti della maggioranza e di alcuni organismi interni dell’azienda, che chiedono chiarimenti o eventuali riscontri su affermazioni considerate molto pesanti.