Giangiacomo Feltrinelli è stato uno dei maggiori esponenti della cultura italiana del ventesimo secolo. Editore ed attivista politico, nacque il 19 giugno del 1926 a Milano. La sua famiglia era una delle più importanti e ricche in Italia a quell’epoca. Suo padre Carlo era Marchese di Gargnano. Rispettato e conosciuto imprenditore, venne a mancare quando Giangiacomo aveva solo nove anni.

Sin dalla giovane età prese parte attivamente alla lotta antifascista, aderendo successivamente al Partito Comunista. Fondò a Milano la Biblioteca Feltrinelli che successivamente sarebbe diventata una fondazione. Ebbe a cuore la diffusione della cultura e della storia sociale.

Giangiacomo Feltrinelli - Photo Credits: web
Giangiacomo Feltrinelli – Photo Credits: web

Giangiacomo Feltrinelli e la nascita dell’omonima casa editrice

La passione smodata per la cultura e per la storia sociale indusse Giangiacomo Feltrinelli a fondare la casa editrice omonima.

Tra le tante opere pubblicate, Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

L’opera rappresenta un capolavoro indiscusso incentrato sulla storia sociale della Sicilia all’epoca del Risorgimento.

Giangiacomo Feltrinelli e i problemi originati dalla pubblicazione de Il dottor Zivago

Tra le altre opere, Il dottor Zivago, di Boris Pasternak, che dal 1957 al 1960 vendette oltre centocinquantamila copie. Gli valse il conseguimento del Premio Nobel per la Letteratura.

La pubblicazione, tuttavia, provocò numerosi problemi a Feltrinelli. Il primo fra tutti, il ritiro immediato della tessera del PCI da parte del partito stesso.

Insieme a Fidel Castro, web
Insieme a Fidel Castro, web

L’incontro con Fidel Castro

Dopo l’incontro con quella che poi diventò sua moglie, la tedesca Inge Schoenthal, Feltrinelli prese la decisione di lasciare l’Italia per Cuba. Fondamentale qui l’incontro con Fidel Castro. Si trattava del capo della rivoluzione cubana nonché del massimo esponente dei movimenti di liberazione del Sudamerica. In tale occasione conobbe in Bolivia Regis Debray, il quale conduceva un’esistenza da clandestino. Fu così che Giangiacomo Feltrinelli conobbe il dramma di essere arrestato. Una volta rilasciato, ebbe modo di acquisire e pubblicare il Diario in Bolivia, di Ernesto Che Guevara.

Il ritorno in Italia e il sogno sardo di Feltrinelli

Rientrato in Italia, nel 1968 Giangiacomo Feltrinelli iniziò a frequentare in Sardegna gli ambienti dell’indipendentismo sardo e della sinistra. Il suo sogno, farne una sorta di Cuba italiana, affidando a Graziano Mesina le truppe ribelli. Mesina però non accettò di intraprendere la missione.

Inge Schoenthal e Feltrinelli - web
Inge Schoenthal e Feltrinelli – web

Strage di piazza Fontana

Dopo aver appreso della strage di piazza Fontana, nel 1969, Feltrinelli decise di far rientro a a Milano. Scelse, però a questo punto, di vivere da clandestino, dal momento che la sua casa editrice era entrata in contatto con esponenti dell’estrema sinistra. Questi, Alberto Franceschini e Renato Curcio, divennero i fondatori delle brigate rosse. Il principale timore di Feltrinelli erano le possibili ripercussioni dei neofascisti sulla sua casa editrice.

In una lettera spedita ai suoi colleghi della casa editrice, Feltrinelli spiegò le sue teorie circa le bombe: secondo lui, dietro le stesse non c’erano gli anarchici ma direttamente lo Stato. Nel 1970 fondò i Gruppi di Azione Partigiana, assecondando quella che lui stesso aveva definito Strategia della Tensione.

Giangiacomo Feltrinelli, web
Giangiacomo Feltrinelli, web

La tragica fine di Giangiacomo Feltrinelli e le varie ipotesi

Giangiacomo Feltrinelli scomparve all’età di 45 anni, nel 1977, a seguito di un tragico incidente di cui non furono mai del tutto chiarite le cause. Fu dilaniato nel corso di un’esplosione avvenuta a Segrate. Il suo cadavere fu ritrovato alla base di un traliccio. Si trattò probabilmente di un incidente verificatosi nel corso dei preparativi di una verosimile azione di sabotaggio. Qualcun’altro parò addirittura di un omicidio ordito dalla CIA e dei servizi segreti.

Secondo la tesi ufficiale, Feltrinelli giunse a Segrate a bordo di un furgone adibito a camper, in compagnia di due compagni. Trasportavano con loro trecento milioni di lire che sarebbero stati consegnati al “Manifesto” successivamente. Quei soldi tuttavia non vennero mai trovati.

Il ruolo indiscusso nella promozione democratica della cultura e della letteratura

Ancora oggi, dopo quasi cinquant’anni dalla sua scomparsa, ci si interroga sulle reali cause della sua fine. Qualunque sia la vera storia sulla fine di Giangiacomo Feltrinelli resta indubbio ed insindacabile il prestigioso ruolo che ricoprì nel panorama dell’editoria italiana, avendo promosso la letteratura e la cultura ad un prezzo che fosse accessibile a tutti. Nessuno escluso.