Per Hidden Place oggi andiamo in provincia di Parma dove si trova la Villa dei Capolavori appartenuta a Luigi Magnani Rocca e oggi sede della Fondazione Magnani-Rocca.

La Villa dei Capolavori di Magnani Rocca

La Villa dei Capolavori si trova a Mamiano di Traversetolo, poco distante da Parma. Era l’abitazione di Luigi Magnani Rocca, poliedrico intellettuale che visse tutta la vita all’insegna delle arti. Oggi la villa continua ad ospitare la prestigiosa collezione d’arte a lui appartenuta. La Villa è la manifestazione del sogno coltivato da Luigi Magnani, sogno dedicato non solo a se stesso ma anche a coloro che sarebbero arrivati dopo, non come visitatori ma come ospiti.

Luigi Magnani Rocca

Luigi Magnani Rocca (1906-1984) fu un uomo dal multiforme ingegno. Il padrone di casa della Villa dei Capolavori era un umanista e un musicologo. Fu anche uno dei primi che comprese l’importanza delle interdisciplinarietà per una piena comprensione dell’arte e della cultura. Magnani Rocca è stato uno degli ultimi mecenati e uno dei primi divulgatori culturali. All’arte, alla musica, alla letteratura Magnani dedicherà  tutta la vita. E nella sua Villa aleggia ancora il suo spirito. Passeggiare nella villa e nel suo parco permette di riconciliare natura, arte e vita, così come era nelle intenzioni del fondatore.

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Fondazione-Magnani-Rocca-L’Atrio-con-la-Coppa-del-Thomire foto Giovanni Amoretti

La coppa dello Zar

Sfarzo, preziosità e importanza storica ci accolgono subito all’entrata con una regale coppa in Malachite. La coppa, eseguita per lo Zar Alessandro I fu da questi donata a Napoleone I.

 Il gusto per la pittura, per la musica, per la poesia nacque in me non disgiunto. Questo giustifica anche la varietà nei miei interessi culturali e del mio lavoro.

Sarà una delle personalità più ecclettiche culturali del XX secolo;  attraverso l’insegnamento universitario, la composizione le conferenze, gli scritti sarà l’espressione di una partecipazione sensibile che tenderà a tenere in equilibrio le ragioni  dell’intelletto e del cuore.

Le sale della Villa

Al piano terra ci troveremo in compagnia di Filippo Lippi e del Ghirlandaio, di Tiziano e Durer, fino ad una delle opera chiave della poetica del Goya “La famiglia dell’infante don Luis”.

Fondazione-Magnani-Rocca-La-Sala-Goya foto Giovanni Amoretti
Fondazione-Magnani-Rocca-La-Sala-Goya foto Giovanni Amoretti

La sala del Goya

La grande tela di Goya del 1783 arriva qui nel 1974, proveniente dal palazzo fiorentino dei Ruspoli, a raccontare una intimità lontana dalla ritrattistica ufficiale e modernamente informale, una imagine più simile ad una fotografia scattata in una sera qualunque con il padrone che gioca a carte, domestici, cane, bambini e padrona di casa spettinata.

Morandi

Nella villa si può ammirare anche la famosa collezione delle 50 opere di Morandi. Ed è attraverso la geometria e la forma di questi oggetti che l’artista ricercava la sintesi della realtà. Morandi era amico del padrone di casa e possiamo immaginarlo quando, durante le feste di Natale o Pasqua, si recava a trovare l’amico, portando magari in dono una sua tela in cambio della ricca ospitalità.

sala-del-van-dyck-magnani-rocca Sala del Van Dyck foto Giovanni Amoretti
Sala del Van Dyck foto Giovanni Amoretti

Arte e musica dialogano così negli gli ambienti della villa come nei suoi eruditi scritti; e tra queste stanze la musica trova spesso modo di essere evocata. Troviamo la musica soggetto nei De Pisis, nel Severini e anche in Morandi. Morandi in particolare, eseguirà una Natura Morta con strumenti musicali proprio su commissione del suo amico e padrone di casa. Oltre, di stanza in stanza, ci si trova come a passeggiare dentro ad un libro di storia dell’arte. Luigi Magnani non amava essere considerate un collezionista. La raccolta di opere era per lui un esercitare quella affinità elettiva con l’arte in tutte le declinazioni dei suoi significati.