
È stato condannato definitivamente a 30 anni di reclusione. Da Ieri sera Graziano Mesina è in fuga. Ieri i Carabinieri sono andati a prelevarlo nella sua abitazione di Orgosolo ma non l’hanno trovato. Privo di cellulare, il famigerato Grazianeddu non è facilmente rintracciabile. Quella di ieri era l’ultima di varie condanne ricevute nel corso della sua vita.
La fuga di Graziano Mesina
Graziano Mesina, noto come Grazianeddu, è di nuovo alla macchia. Ieri la Cassazione ha respinto il suo ricorso e la condanna a 30 anni inflittagli dalla Corte di Appello per traffico internazionale di stupefacenti è diventata definitiva. Per questo ieri sera i Carabinieri si sono presentati presso la sua abitazione ad Orgosolo per condurlo in carcere. Mesina però era già lontano. A 78 anni si è dato nuovamente alla macchia. Non risulta avere un cellulare per questo al momento non è rintracciabile ed è ricercato. Continua dunque la leggenda dell’ultima primula rossa del famigerato banditismo sardo, famoso le sue imprese da latitante.

Un conto aperto con la giustizia
Quello di Mesina è un conto aperto da sempre con la giustizia. È stato arrestato per la prima volta nel 1954 per porto abusivo di pistola. Poi la sua carriera criminale è proseguita fino ad arrivare i suoi rotocalchi. Infine era partita la lunga battaglia per la grazia che in un primo momento gli fu negata con l’intervento nientemeno che di Giovanni Falcone. Nel 1991, l’allora direttore generale degli affari penali del ministero della Giustizia Falcone disse no a Cossiga che voleva concedergliela . La grazia per Grazianeddu arrivò solo da Ciampi nel 2004 ma la sua libertà è durata poco. Fu nuovamente arrestato nel 2013 per traffico internazionale di stupefacenti poi rilasciato per decorrenza dei termini. Ora la nuova condanna a 30 anni e la fuga del famigerato bandito.





