
Dal 17 settembre all’8 dicembre 2020 Torino ospita la mostra Carousel, le atmosfere oniriche di Paolo Ventura (Milano 1968) al CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia. A cura di Walter Guadagnini in collaborazione con Monica Poggi, l’evento accende i riflettori su uno degli artisti italiani più apprezzati all’estero.
In esposizione alcune delle opere più interessanti degli ultimi quindici anni, principalmente scatti ma anche disegni, scenografie, maschere di cartapesta e costumi teatrali. Lungo il percorso il visitatore è accompagnato dai testi scritti da Ventura stesso. Un viaggio all’interno della sua poetica fatta di un linguaggio fiabesco, malinconico e surreale.

Paolo Ventura, la mostra
La parte iniziale del percorso è dedicata ai primi iconici progetti dell’artista, quali “War Souvenir”, “L’Automa”, “Winter Stories” e “Short Stories”. I protagonisti sono come burattini che abitano piccoli teatri, favole silenziose sospese nel tempo. Proprio Ventura e la sua famiglia sono i protagonisti di “Short Stories”, immortalati negli scatti che l’artista realizzava in un vecchio fienile trasformato in set fotografico.
Dunque i temi che segnano tutta la produzione di Ventura introducono nell’officina creativa dell’artista per comprenderne il linguaggio. Inoltre sono esposte le primissime opere degli anni ’90, mai esposte al pubblico. Qui Ventura iniziava a sperimentare con obiettivo close-up e con il flash anulare, abbandonando definitivamente la fotografia di moda per dedicarsi ai propri progetti creativi.

Tra cultura popolare e illusione
Nella seconda parte della mostra sono presentati due nuovi progetti inediti. In “Grazia Ricevuta” Ventura propone una rivisitazione in chiave ironica del tema dell’ex voto, attingendo alla cultura popolare. Invece in “La Gamba Ritrovata” la riflessione creativa è incentrata sul tema della guerra. Queste opere sono frutto della residenza svolta presso l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma.
Una spettacolare installazione chiude il percorso: gli spazi di CAMERA si trasformano in un palcoscenico dove va in scena una città immaginaria composta dalle architetture scenografiche realizzate negli anni da Ventura. Un inno alla poliedricità di un artista le cui opere sono presenti in musei nazionali e internazionali come il Museum of Fine Arts di Boston, la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, e il MART di Rovereto.
Di Flavia Sciortino
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