
L’autunno ci trasporta verso sensazioni di rinascita e cambiamento. Oggi presentiamo una playlist di 10 canzoni dedicate a questa stagione che entra e rivoluziona il nostro animo. Un capovolgimento che si avverte quando iniziano a cadere le foglie e a riscoprire la bellezza dell’aria più fresca, dopo mesi di sole dirompente. A volte l’autunno ci serve a fermarci, a mettere un punto e a rivedere le cose da fare, progettare e rinnovare. Per fare tutto ciò ci viene incontro la musica che mette un po’ da parte la leggerezza delle hit estive e rientra nel quotidiano, fatto di riflessioni, decisioni da prendere e nuovi punti di partenza.
Come foglie – Malika Ayane
Iniziamo la nostra playlist autunnale con Come foglie. Un brano che ci mantiene sospesi, in cerca di qualcosa che non c’è, che ricerchiamo e che attendiamo. Un racconto di malinconie e velata tristezza ma che ci dirige verso l’ignoto, qualcosa che, possibilmente, ci porti a rinascere. La pioggia e il vento ci portano a tremare come foglie, e come tali cadiamo al tappeto, diventiamo terreno da calpestare. Fin quando non arriva il momento di riprendere in mano la propria esistenza: ricostruire i rapporti, mettere un punto o rinascere insieme a loro. “È arrivato il tempo di lasciare spazio a chi dice che di tempo e spazio non ne ho dato mai”.
Confusa e felice – Carmen Consoli
L’elegante voglia di scoprire l’ignoto, ciò che ci attende. Carmen Consoli con Confusa e felice ci porta lungo un viaggio fatto di sensazioni che contemplano insieme gioia e disorientamento, dati da una nuova esperienza. Siamo confusi e felici quando tremiamo ma non abbiamo freddo, quando non possiamo progettare esattamente ciò che ci riserverà il futuro, ma non vediamo l’ora di viverlo. Questo ci riporta alle sensazioni autunnali di ritorno alla realtà. Una quotidianità che, però, si distanzia da quella lasciata prima dell’estate. Abbiamo più consapevolezze e voglia di riscoprirci diversi.
Telefonami tra vent’anni – Lucio Dalla
La voglia di solitudine e di vivere spensierati, con la sola voglia di momenti sospesi: il fine è riuscire ancora a sorprendersi. Prendersi il proprio tempo, senza badare alla lamentele altrui. Telefonami tra vent’anni è un inno a non rinnegarsi mai, a migliorarsi, ma a tenere a mente le proprie peculiarità. Anche in un periodo storico in cui bisogna omologarsi alla massa, Lucio Dalla, già nel 1981, ci consigliava l’importanza di perdersi, ritrovarsi, e farlo nel proprio modo. “L’importante è non arrivarci in fila, ma tutti quanti in modo diversi“. Ognuno con i propri mezzi, anche lasciandosi andare, se serve.
La fortuna che abbiamo – Samuele Bersani
Un flusso di coscienza. L’immagine proiettata di noi stessi e raccontata da metafore che riprendono in pieno i nostri pensieri più inconsci. La parte più difficile per ognuno è mettersi in discussione, ma Samuele Bersani ci insegna quanto sia inutile vivere attorniati da inutili trofei, lucidarli e lodarsi di situazioni che non hanno fatto la nostra felicità. Tirare fuori i sentimenti, anche quelli negativi. “Voglio spremere il tubetto fino in fondo / la fortuna che abbiamo / ridipingere /con un colore più intenso, meno opaco / e finalmente indelebile“. Trasformarli in emozione costruttiva, positiva. Possiamo colorarci di infiniti colori, senza rimanere nelle sabbie mobili del grigio.
What’s up – 4 Non Blondes
Un brano eroico e rivoluzionario che vanta la voglia di cantare l’illusione e la frustrazione data dalla vera visione della realtà. Il passaggio dall’estate all’autunno ci fa pensare anche al rito di passaggio che si compie quando traghettiamo dall’età adolescenziale a quella adulta. In queste situazione viene da chiederci: “Che succede?!“. È il momento in cui bisogna aprire gli occhi e iniziare a fare i conti con noi stessi, con la società. Un salto nel vuoto senza certezze ma con la possibilità di decidere chi portare con noi lungo il cammino. Un modo per superare le paura, anche quelle nascoste, e combattere contro un mondo inatteso, statico, artefatto.
Birds – Imagine Dragons
Con Birds la band stutunitense canta l’amore che sbiadisce e sfiorisce e si affianca all’immagine del volo degli uccelli migratori. Una riflessione sui ricordi lontani, sulla vita vissuta insieme che adesso sembra così difficile da immaginare per una storia arrivata al capolinea. La metafora delle stagioni che ci cambiano, ci riavvolgono e ci mantengono in vita, nonostante le delusioni. Tutto diventa temporaneo. Nonostante questo, però, si riesce a guardare al futuro senza risentimento.
Delicate – Damien Rice
Ciò che colpisce immediatamente durante l’ascolto di Delicate, è l’estrema raffinatezza che viene fuori dalle parole del cantautore irlandese. Leggerezza e riflessione si riscontrano nell’arrangiamento fatto di pochi strumenti che donano luce all’intero brano. La sensazione è quella di vivere su un’altalena di emozioni date anche dall’espressività della voce di Rice: la voglia di reprimere si scontra con quella di urlare in faccia il dolore. Il brano si apre alla vita, alla consapevolezza dagli errori e dei problemi, ma con il desiderio di ripartire seppur a pezzi. Il racconto di un amore che non produce abbastanza, di cui il protagonista non è soddisfatto.
Autumnsong – Maniac Street Preachers
Una scarica di adrenalina. Autumnsong è il brano da ascoltare nelle giornate grigie e spente. Un inno a non perdersi mai, nemmeno quando tutto gira per il verso contrario. E nel ritornello, il gruppo rock britannico, lo ribadisce a pieno ritmo: “So when you hear this Autumn song / Clear your heads and get ready to run“. Non lasciare che siano gli altri a giudicare, agisci e credi in ciò che fai. Cambia taglio di capelli, rivoluziona il look, siamo nati per creare e anche nei tempi più bui, è bene tenere a mente che la ruota gira, il sole tornerà a sorgere.
Settembre – Gazzelle
Settembre di Gazzelle è la canzone che identifica a pieno l’inizio della nuova stagione autunnale. Per tanti questo diventa un mese in cui bisogna tirare le fila. Un nuovo Capodanno a cui nessuno sembra essere mai pronto. “Cominciare a tornare / Cominciare a guardare / Mille sogni negli occhi e un paio di occhiali rotti“: Settembre ci porta a riflettere, a riprendere in mano le situazioni lasciate a metà prima dell’estate. Ci fa tornare con forza con i piedi saldi al suolo. Questo ci invade e ci destabilizza. È un periodo dell’anno a cui non siamo pronti ma che diventa fondamentale per ricominciare e guardare dal vivo la realtà.
Foglie al gelo – Francesco Gabbani
Una dimensione intima che Francesco Gabbani ci invita a visitare con la metafore delle foglie che tornano ad accarezzare pezzi di vita passata. Una sensazione di stallo in cui attendiamo il sole, mentre siamo fermi a fissare il cielo. Il cantautore toscano descrive tutti noi come foglie al gelo, nude e senza peso, davanti a situazioni in cui diventiamo inermi. Tutto può cambiare da un momento all’altro: ci riscopriamo nitidi, fieri della nostra dignità che sembrava essere sospesa. Ritroveremo i sogni che credevamo perduti, senza chiederci in quale cassetto fossero rimasti: semplicemente riscoprendoci migliori, tornando a coltivarli ancora più di prima.
A cura di Maria Zanghì
Seguici su:
Facebook
Metropolitan Music
Twitter
Instagram
Spotify





