La possibilità di guidare dall’alto il girone B resta il rimorso domenicale dal quale poter ripartire non senza pochi quesiti.
Il Südtirol di Stefano Vecchi impatta tra le straniere mura del ‘Lino Turina’ contro un Gubbio rivelatosi più scomodo di quanto programmato.

Un’occasione sfumata

Autori di una prima parte di cammino concreta e significativa i ragazzi di Vecchi arrivavano davanti al Turina di Salò – casa della Feralpi in attesa dell’agibilità del ‘Druso’– in cerca dei tre punti che avrebbero consacrato l’ottimo stato emotivo.
La dinamica della gara avrebbe più volte favorito i padroni di casa; possesso gestionale e moderato, numerose occasioni di raddoppiare il vantaggio guadagnato salvo poi sciupare tutto subendo l’insperata arrembata finale degli avversari.

Dopo un inizio gara a ritmi alternati e ben serrati il Südtirol sblocca le marcature al termine della prima frazione.
Corner di Casiraghi al 45′ per l’incornata vincente del solito Manuel Fischnaller, autentico leader del pacchetto offensivo della squadra.
Nell’arco della prima metà del secondo tempo, però, ci sarebbero ghiottissime occasioni carpite dai vari Rover, Casiraghi ed ovviamente lo stesso marcatore dell’1-0; tutte impattate contro l’estremo difensore rossoblù Cucchietti.

I lupi di Gubbio, però, da veri canidi dotati di furtive abilità attendono l’avversario -pur soffrendo le scorribande offensive- per poi sferrare l’agguato al 78′ sugli sviluppi di un calcio di punizione di Pasquato sul quale si immola Signorini di testa per l’ 1-1 finale.
La corrente di risacca che ha permesso agli engubini di tornare in partita è derivata anche dalla sterilità delle occasioni avute antecedentemente.

Cosa manca al Südtirol per il salto di qualità?

Il pareggio maturato ieri pomeriggio è indicativo di diversi fattori, quali pro e quali contro la compagine trentina.
Se contro la Fermana, una volta in vantaggio, sono stati capaci di raddoppiare e triplicare il risultato questo è venuto meno in una gara analoga.
Le assenze di Polak e Odugwu precludevano un assetto meno collaudato e più sperimentale che in buona parte dei primi 60′ sembrava fruttare positivamente.

Ad oggi i numeri ci descrivono il Sudtirol come una contendente rognosa per la promozione, in grado di accantonare i malumori residui della stagione passata.
Il quarto posto dell’anno precedente con susseguente uscita ai playoff con la Triestina rappresentava il punto di svolta per la società.
Ecco spiegato l’ingaggio di Stefano Vecchi -ex Inter- sulla panchina trentina a discapito di cessioni importanti come Mazzocchi alla Reggiana e Morosini di ritorno al Monza-e successivo prestito alla FeralpiSalò.
In entrata notevoli gli ingressi di Simone Magnaghi dal Pordenone, Marco Curto dall’Empoli e Raphael Odugwu.

Aria di derby promozione?

Tutti investimenti calcolati sul lungo periodo che società e tifosi sperano possa risultare proficuo e -magari- portare alla tanto agognata promozione.
Se tra l’uomo con la pistola e quello col fucile è quest’ultimo ad elevarsi nello scontro allora resta da chiedersi: nel derby di sabato tra FeralpiSalò e Sudtirol chi sarà munito di pistola e chi di fucile?
Il ruolino di marcia di entrambe racconta di un contrappeso qualitativo equamente diviso tra le due parti.

Il gioco espresso dai verdeazzurri nella gara di ieri contro il Cesena ha meritatamente portato ad una vittoria nel finale; caparbi i leoni rampanti nel portarsi prima sullo 0-1 e poi sul 1-2, subendo il pareggio emiliano in entrambe le occasioni salvo poi capitalizzare due reti nel finale di gara.
I ragazzi di Massimo Pavanel, al momento, guidano la testa del girone assieme al Modena; miglior attacco del campionato contro la miglior difesa del Sudtirol.

Quello di quest’anno sarà un derby più derby degli altri: non solamente per la condivisione del Turina come mura domestiche, ma soprattutto per gli obiettivi comuni prefissati ad inizio stagione.
Il cammino promozione è appena cominciato; cosa ci riserverà il Südtirol quest’anno?