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Golf e coronavirus: cosa cambia dopo l’ultimo DPCM

Dopo pochi mesi dalla “riapertura controllata” dei circoli, il nuovo DPCM salva il golf nonostante il Coronavirus fino al 24 novembre, essendo giustamente riconosciuto come sport non di contatto. Si discute sulla questione “gare di circolo”, ha senso continuarle?

Photo Credit: wegolfers.net

Golf e coronavirus: il “nodo gare” si risolve con astuzia

Per quanto concerne le gare, nel nuovo DPCM viene specificato che: “Restano consentiti soltanto gli eventi e le competizioni sportive, riconosciuti di interesse nazionale, nei settori professionistici e dilettantistici, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali […]“.
La FIG è stata molto abile nel trarre vantaggio da queste dichiarazioni. In effetti, le gare di circolo non sono valide solo per la classifica finale ma sono fondamentali anche per l’aggiornamento dell’hcp, e quindi necessarie per partecipare a competizioni nazionali e internazionali. In breve: le gare si fanno.

Qualcuno esulta, altri invece storcono il naso

E’ innegabile che il 2020 abbia messo in crisi molti Golf Club, alcuni dei quali hanno rischiato addirittura il fallimento ma, in futuro, se venissero sospese le gare la situazione finanziaria di tutto il movimento potrebbe diventare preoccupante.
Di contro, il Presidente del Consiglio raccomanda di uscire solo per serie e improrogabili esigenze: la gara di circolo può essere annoverata tra queste? Non solo, è arduo pensare che un golfista con un handicap alto possa essere considerato un potenziale Pro entro breve tempo.

La scelta di ognuno è il fulcro della situazione

Gli ultimi mesi hanno insegnato che purtroppo, soluzioni indolori non esistono. I circoli italiani si sono ben attrezzati per garantire un ambiente sicuro e quindi la scelta ricade sui giocatori. Qualunque decisione prendano i soci, staranno rispettando la legge con una profonda convinzione: golf e coronavirus possono convivere anche se, numeri alla mano, i contagiati di questo periodo hanno superato nello stesso lasso temporale quelli della prima ondata di marzo/aprile, con molti ospedali già in difficoltà.
Pesi e misure diverse a seconda della coscienza di ognuno: nessuna condanna e nessuna assoluzione sulla bilancia, a patto che il buonsenso sia la tara di ogni azione.

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