Esattamente 79 anni fa nasceva Art Garfunkel. Cantautore e attore cresciuto nel Queens, Art è celebre per aver fondato, insieme all’amico di infanzia Paul Simon, il duo folk Simon & Garfunkel. In occasione del suo compleanno, scopriamo la storia e il significato di The sound of silence, brano leggendario ancora oggi estremamente attuale.

Era il 1964 quando Paul Simon scrisse The sound of silence. Il brano, contributo più significativo del duo folk, è un vero e proprio capolavoro della storia della musica. Inserito all’interno di Wednesday Morning, 3 A.M., album di debutto di Simon & Garfunkel, la canzone ha riscosso un’enorme successo per la splendita melodia e il profondo significato.

Un capolavoro della storia della musica

The sound of silence è una canzone dalla struttura semplice, ma dal testo estremamente evocativo e poetico. Originariamente registrato come brano acustico, il pezzo di Simon & Garfunkel ebbe inizialmente poco successo: di Wednesday Morning, 3 A.M. furono vendute solamente un paio di migliaia di copie. Dopo il deludente esordio, Paul e Art si separarono.

Tuttavia, il produttore Tom Wilson insieme alla Columbia Records, convinti delle potenzialità di The sound of silence, lavorarono all’arrangiamento del brano all’oscuro del duo: alla traccia acustica originale aggiunsero alcune parti di basso, batteria e chitarra elettrica. Incredibilmente, dopo la pubblicazione il giorno di capodanno del 1966, la nuova versione del brano scalò la classifica americana, fino a posizionarsi al primo posto.

The sound of silence: un significato visionario

Il tema centrale della canzone è l’incomunicabilità. Paul Simon racconta di un mondo claustrofobico e angosciante in cui gli individui, nonostante siano fisicamente vicini tra loro, sono emotivamente distanti l’uno dall’altro. Nella società descritta da Paul nessuno è in grado di dialogare, il “suono del silenzio” prende il sopravvento su tutto. È una visione della natura umana estremamente pessimistica:  ogni speranza di instaurare dei veri legami è totalmente vana. La causa di tutto questo è il “Dio neon”, impersonificazione della tecnologia mediatica, che immobilizza gli individui e li trascina nel “suono del silenzio”. Qualsiasi tentativo di svegliare le persone da questo intorpidimento è del tutto inutile:

“Stupidi” io dissi, “voi non sapete/il silenzio cresce come un cancro/ascoltate le mie parole che potrei insegnarvi/prendete le mie braccia che potrei raggiungervi/Ma le mie parole/caddero in silenzio come gocce di pioggia/e riecheggiarono nelle sorgenti del silenzio 

A distanza di più di mezzo secolo, il significato di The Sound of silence rimane terribilmente attuale: viviamo in una società in cui la comunicazione, filtrata dall’utilizzo degli smartphone e dei social network, è compromessa.

Matteo Tarragoni

Seguici su:

Facebook

Instagram

Twitter